TEATRINI,
UNA MANIA

Una vera passione scoppiata nel Pesarese fra Settecento e Ottocento quando i nobili signori creano piccole sale per vincere la noia delle lunghe giornate invernali

In un bel mattino del 1475 circa, “lo grande architectore” Francesco Di Giorgio Martini stava guardando con soddisfazione quel mostro di bellezza enigmatica che aveva appena creato: la Rocca Ubaldinesca di Sassocorvaro, una testuggine di pietre e mattoni che avrebbe sfidato impavida i secoli. L’unica cosa che il gran Francesco non si sarebbe mai aspettato era che dentro quella meraviglia, verso il 1860, ci avrebbero costruito un teatrino, detto appunto “Della Rocca”, per un certo periodo adibito anche a sala cinematografica. Quello di Sassocorvaro è solo uno dei tanti (scesi di due per la secessione romagnola di Sant’Agata Feltria e Novafeltria) cosiddetti “teatri storici”, in quanto costruiti entro il 1930, che arricchiscono tuttora il territorio della provincia di Pesaro e Urbino la quale a livello regionale vantava due record: il teatro più antico, “Angelo Mariani” di Sant’Agata Feltria risalente al 1600 e il più moderno, “Battelli” di Macerata Feltria”. La mania dei teatrini scoppia nel pesarese fra Settecento e Ottocento quando i nobili e i signori di provincia, ricchi e annoiati, pensano di costruirsi delle piccole sale – alcune con appena cento posti come quelle “Del Trionfo” di Cartoceto e “Comunale” di Gradara – per allestire spettacoli di giro e feste nelle lunghe e noiose serate invernali. E infatti, a parte il “Rossini di Pesaro, il “Della Fortuna” di Fano e il “Sanzio” di Urbino, le località interessate vanno da paesi come Apecchio, “Dei Filodrammatici”, e Mondavio, “Apollo”; San Lorenzo in Campo, “Tiberini”, e Sant’Angelo in Vado, “Zuccari”; da Urbania, “Bramante, a Pergola, “Angel Del Foco”, e a San Lorenzo in Campo, “Tiberini”. A Cantiano c’era il “Luceoli”,per non parlare del “Comunale” di Cagli che in anni recenti venne scelto come sala di prova e registrazione dal pianista iraniano di fama mondiale Ramin Bahrami, uno dei massimi esecutori di Bach. Espressione di alta civiltà dell’intero territorio provinciale, quei teatri nacquero come “passatempo” di nobili e alti borghesi coinvolgendo poi sempre più anche la gente del popolo. Oggi molti sono agibili, organizzano stagioni di spettacoli più o meno importanti (si pensi solo al Rof) altri sono giustamente in fase di restauro e recupero. Ma soprattutto ciascuno di loro, aperto o chiuso che sia, vale la pena di essere visitato essendo tutti, ma soprattutto i piccoli, autentici gioielli di architettura, di alto artigianato, di ambienti capaci di ricreare atmosfere di quei tempi quando poteva anche succedere che in una di quelle piccole sale sperdute nelle campagne giungessero compagnie e interpreti di importanza nazionale.

DAL 30 AGOSTO
Fico mette il meglio in vetrina

Dal Ciauscolo Igp, tipico salame “spalmabile”, ai maccheroncini di Campofilone Igp; dall’olio extravergine di oliva Cartoceto Dop all’Agnello del centro Italia Igp e al vitellone bianco dell’appennino centrale Igp. Anche questi prodotti alimentari certificati delle Marche saranno protagonisti a Fico Eataly World dal 30 agosto al primo settembre nell’ambito di Identità d’Origine, una rassegna per conoscere le Dop e le Igp italiane e di alcuni Paesi europei ospiti. In programma incontri, un’ampia mostra mercato e laboratori. Le cinque specialità marchigiane figurano in prima fila e saranno presentati dal chiosco di Fico gestito dalla Regione Marche. “Identità d’origine. DOP e IGP dall’Italia e dall’Europa” è organizzata da FICO Eataly World insieme all’assessorato all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con Origin Italia, l’associazione che riunisce i consorzi agroalimentari italiani, e Fondazione Qualivita, che dal 2002 è impegnata nella valorizzazione dei prodotti Dop, Igp e Stg. Un incontro internazionale e due giorni di rassegna-mercato in cui è possibile conoscere i produttori, assaggiare e acquistare eccellenze italiane e dei Paesi europei ospiti.

MONTEMAGGIORE AL METAURO
La sala dove il balilla era di casa

Qualcuno lo ha chiamato anche teatro, ma vero teatro non lo è mai stato. Il locale ha però alle spalle una storia unica e particolare essendo sorto nel 1929, in pieno regime fascista, come “Casa del dopolavoro e del balilla”. Della sua costruzione originale è rimasto ben poco, nel periodo del dopoguerra ha subito trasformazioni radicali, non è mai diventato una sala destinata a pubblici spettacoli, ma ospita oggi mostre, esposizioni e anche una vera stagione di letture e di conferenze.

La valle del Metauro www.lavalledelmetauro.it

CARTOCETO
Un sipario da Trionfo

Il Teatro del Trionfo di Cartoceto è uno di quelli definiti “storici“ della provincia di Pesaro e Urbino. Sorse nel 1801, fu restaurato verso il 1850. È dotato di tre ordini d palchi, 37 in tutto. Oggi è ancora in precarie condizioni, ci sono progetti di restauro e di ristrutturazione ma già una parte viene usata specialmente in occasione di manifestazioni che riguardano l’olio, gran prodotto principe della zona. È ancora dotato del sipario opera del faentino Romolo Liverani.

Teatro del Trionfo www.prolococartoceto.com

 


GLI ITINERARI DELLA BELLEZZA

I paesaggi sono ancora come nei dipinti di Leonardo e Piero della Francesca e le mete possibili sono infinite. Un’iniziativa della Confcommercio ha creato una serie di percorsi ideali

di Tiziana Petrelli

La grande bellezza dell’Italia concentrata in una sola provincia, quella di Pesaro e Urbino. Nel raggio di pochi chilometri si passa dal mare abbagliante alle dolci colline, dalle città costiere ai piccoli borghi, dalle antiche città romane alle rocche medievali e ai palazzi rinascimentali. Il tutto in un contesto dove la natura domina incontaminata. Per scoprirne anche gli angoli più suggestivi e meno noti ecco gli Itinerari della Bellezza, iniziativa nata da un’idea di Amerigo Varotti, direttore della locale Confcommercio. Un invito, quasi una raccomandazione ad andare alla scoperta dei tesori di questa zona che riserva sorprese infinite. Andando oltre Pesaro, la città di Rossini dove mercoledì prossimo si conclude il Rossini Opera Festival, e Urbino, la città di Raff aello, del palazzo Ducale e degli splendidi oratori di San Giovanni e San Giuseppe, ad attendere i turisti vi sono anche piccoli centri meno conosciuti ma ricchi di straordinarie opere d’arte. Aree archeologiche, musei delle arti e dei mestieri, pinacoteche traboccanti di preziose opere d’arte, piccoli teatri storici che scintillano come gioielli: è questa la terra di geni assoluti e di nobili casate. È un itinerario della bellezza impareggiabile quello che si snoda nel nord delle Marche, tra Pesaro, Fano e Urbino passando per i comuni delle valli del Metauro, del Foglia e del Cesano. In queste terre la natura detta ancora i tempi dello scorrere della vita e i paesaggi sono così come li hanno dipinti Leonardo Da Vinci e Piero della Francesca.

TUTTO IN UNA CARD
La Card degli “Itinerari della Bellezza” consente di visitare il circuito delle città ed entrare nei musei. La Card costa 15 euro e ha validità annuale. Si può acquistare al museo di Pergola, alla Confcommercio di Pesaro e Urbino e negli Iat di Fossombrone, Mondavio e Sant’Angelo in Vado.

ROSSINI OPERA FESTIVAL
I migliori interpreti per il gran finale

Nel cartellone del Rossini Opera Festival non poteva mancare, a ideale conclusione della straordinaria kermesse, il Gran Gala ROF XL, mercoledì 21 agosto al Vitrifrigo Arena, nel quale intoneranno musiche di Rossini, guidati da Carlo Rizzi e accompagnati dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, e capeggiati dal tenorissimo Juan Diego Florez, cantanti rossiniani come Valeria Girardello, Angela Meade, Claudia Muschio, Nicola Alaimo, Paolo Bordogna, Lawrence Brownlee, Alessandro Luciano, Mirco Palazzi, Michele Pertusi. E’ noto anche il programma del Rossini Opera Festival 2020 che presenterà tre nuove produzioni: Moïse et Pharaon diretto da Daniele Rustioni e ideato da Pier Luigi Pizzi; Elisabetta, regina d’Inghilterra diretta da Evelino Pidò (al debutto a Pesaro); La cambiale di matrimonio diretta da Dmitry Korchak, debuttante sul podio pesarese, e allestita da Laurence Dale anche lui al debutto pesarese.

L’APPUNTAMENTO
Fano, la città dei tre carnevali

La città della Fortuna mostra al visitatore la sua molteplice essenza: Romana, Rinascimentale, Medievale e Barocca. Conosciuta per il suo spirito carnascialesco declinato in tre feste (il Carnevale di Fano, la Fano dei Cesari/Fanum Fortunae e Il Palio delle Contrade/I Malatesta a Fano) è la città natale di Vitruvio.