Dalle civiltà del passato fino alla contemporaneità è una terra vocata all’arte La bellezza dei luoghi fonte di inesauribile ispirazione grazie anche ai mecenati

Antica e moderna, en plein air o dentro ai castelli e alle cantine, il Chianti è sempre di più terra dedicata all’arte. Per chi ama gli itinerari sulle tracce delle civiltà del passato, potrà trovare numerose testimonianze del popolo etrusco, partendo da San Casciano con la visita alla Tomba dell’Arciere rinvenuta a Sant’Angelo a Bibbione, insieme all’imponente Stele dell’Arciere, esposta nella sezione archeologica del Museo Giuliano Ghelli a San Casciano, accanto a un’ampia collezione di oggetti, vasellame, strumenti e utensili di epoca etrusco- romana. Altre aree archeologiche nel territorio sono quelle del Tumulo del Calzaiolo, Ponterotto, Poggio alla Croce a Mercatale, Vico l’Abate. A Barberino Val d’Elsa, nel borgo di Sant’Appiano si può visitare l’”Antiquarium”, una raccolta di reperti archeologici emersi durante diverse campagne di scavo. La collezione riunisce corredi funebri provenienti da una serie di tombe etrusche, ceramiche attiche (databili tra il VI e il IV sec. a.C.) e urne in alabastro decorate con scene del mito greco. Ma se volete fare un salto ai giorni nostri, non c’è che l’imbarazzo della scelta fra i tanti centri di arte contemporanea disseminati nel Chianti. Da non perdere, a cavallo fra le province di Firenze e Siena, il Castello di Ama, un parco con installazioni site-speciic, in collaborazione con Galleria Continua. Vi si trovano opere di Michelangelo Pistoletto, Daniel Buren, Giulio Paolini, Kendell Geers, Anish Kapoor, Chen Zhen, Carlos Garaicoa, Cristina Iglesias, Nedko Solakov, Louise Bourgeois, Ilya ed Emilia Kabakov, Pascal Martine Tayou e Hiroshi Sugimoto. Ancora opere d’arte contemporanea inserite nel paesaggio nel Parco Sculture del Chianti a Pievasciata, una decina di chilometri da Siena, in mezzo a sette ettari di bosco Inoltre, nel piccolo borgo vicino sono installate altre sculture, tra cui gli “Struzzi Metropolitani”, un uomo e una donna alti5,60 metri che immergono la faccia tra i rami dei cipressi, e un cavallo in acciaio corten intitolato “Palio”, oppure una grande bottiglia di vino “Chianti Classico” costituita da un unico blocco di lava vulcanica. Rientrando verso Firenze si può visitare un altro spicchio di Chianti e raggiungere il parco museo a pochi chilometri da Montespertoli, circondato da vigne nel paesaggio collinaredella Valdelsa, dove le diverse installazioni invitano a rilettere sul rapporto tra arte e natura.


PASSIGNANO

Tra i cipressi

Abbracciata da cipressi secolari, svetta l’abbazia di San Michele Arcangelo a Passignano, un monastero della Congregazione Vallombrosana situato nel territorio delle colline del Chianti, nel comune di Tavarnelle Val di Pesa. All’interno dell’Abbazia è possibile visitare la meravigliosa Sala del Cenacolo, realizzata da Domenico Ghirlandaio fra il 1440 e il 1485 e recentemente restaurata.

Abbazia di San Michele
Per visite: 055 8071171
www.tavarnellevp.it


SEMIFONTE

Una cupola in miniatura

Tra le vigne del Chianti c’è la Cupola del Brunelleschi in miniatura. Si tratta della Cappella di San Michele Arcangelo a Semifonte nel comune di Barberino Val d’Elsa. La piccola cappella a pianta ottagonale è coronata da una copertura che, nel rapporto di 1:8, riproduce esattamente quella dellaCattedrale iorentina di Santa Maria del Fiore. Venne costruita fra il1594e il1597.


SAN CASCIANO

Madonnine nel museo

All’interno della chiesa di Santa Maria del Gesù o del Su ragio a san Casciano si trova il Museo Giuliano Ghelli. La sezione di arte sacra è composta da opere provenienti dalle chiese del territorio comunale: la collezione comprende pitture, sculture, oreicerie e oggetti d’uso liturgico, parati e “madonnine vestite”, realizzati in un arco di tempo che va dal XII al XX. Tra i tanti capolavori, la preziosa tavola attribuita a Coppo di Marcovaldo conSan Michele Arcangelo, una delle più importanti testimonianze della pittura iorentina precedente a Cimabue. E ancora la splendida Madonna col Bambinodi Ambrogio Lorenzetti.

Museo Giuliano Ghelli
www.chiantivaldarno.it/musei


IMPRUNETA

Dal cotto al Museo del Tesoro

All’Impruneta, terra del cotto, è possibile visitare il Museo del Tesoro di Santa Maria, con un patrimonio di preziosi oggetti connessi alla storia della Basilica e alla venerazione dell’antica tavola ra igurante la Madonna col Bambino qui custodita. Nella sala dei manoscritti si trovano undicicorali miniati. Sette di questi preziosi codici sono databili al XIV secolo: il Graduale è attribuito al pittore Lippo di Benivieni, gli antifonari di botteghe legate a Pacino di Buonaguida.