di Letizia Magnani

Una finestra su Canal Grande

Le mete preferite dai divi del cinema che ritornano sul red carpet per il Festival del Cinema

Dormire a Venezia resta un sogno, tanto più durante la Settantasettesima edizione del Festival del Cinema, dal 2 al 12 settembre. L’atmosfera è in parte nuova. La Biennale come il Festival sono appuntamenti immancabili per il mondo intero. Vetrina di mode, tendenze, abiti splendidi, gioielli pregiati e personaggi del jet set internazionale, il Festival del Cinema riuscirà nel proprio intento anche in questo 2020: far sognare. D’altra parte, Venezia è sempre una buona occasione, tanto più durante il Festival. E nel grand tour italiano di turisti e curiosi internazionali, che sono tornati a Venezia già in queste settimane, in particolare inglesi, francesi e svizzeri – non ancora americani e russi -, non possono mancare alcune notti negli hotel più belli di sempre. Fra questi spicca il Metropole, gestito da mezzo secolo dalla famiglia Beggiato, che ha legato il proprio nome all’hotellerie di grand classe. L’hotel, uno dei più a ascinanti di Venezia, guarda la laguna nel suo tratto più suggestivo, nasconde un giardino di agrumi e gelsomini e conta 67 camere, diverse una dall’altra. Unico ilo conduttore del tutto è il buon gusto di Gloria Beggiato, padrona di casa amabile e maestra di eleganza. Da non perdere l’Orientalbar, famoso per i suoi cocktail. Vi si trova un’installazione dell’artista Joseph Kosuth. Tra i piatti da provare c’è la melanzana alla Parmigiana. Da 270 euro a persona. Info e costi: www.hotelmetropole. com Dormire una notte al Danieli è una delle esperienze che vanno fatte almeno una volta nella vita. L’hotel, prestigioso cinque stelle, è imponente e o re ogni servizio lusso si possa desiderate, oltre alla vista più spettacolare di tutte su Canale Grande. Ristrutturato nel 2008, il Danieli oggi fa pare della catena Luxury Collection Hotel Venezia. Fra le cose da non perdere, soprattutto in atmosfera da Mostra del Cinema, c’è il Restaurant Terrazza Danieli, a due passi dal sempre bello Ca e Florian. Da 490 per una camera classic per due persone.
Info: www.danieli.venice.hotels-veneto.com 

Il Grand Hotel dei Dogi è un altro grande classico di Venezia, nel quale l’atmosfera, la bellezza, il servizio, rendono davvero unica l’esperienza di viaggio. Le stanze, tutte decorate in stile, sono rinnovate nei servizi e danno però l’impressione di vivere le atmosfere della Venezia dei Dogi, fra tessuti eleganti, sete, broccati, materiali preziosi, mobili e oggetti di antiquariato fra i più ra inati. Per una notte durante il Festival si va dalle 300 euro in su per persona.
Info: www.dahotels.com/grand-hotel- dei-dogi-venezia

TUTTO PRONTO
AL LIDO DI VENEZIA

Dal 2 al 12 settembre torna il Festival internazionale del Cinema di Venezia. Il consiglio d’amministrazione della Biennale di Venezia ha spinto perché l’appuntamento più atteso nel panorama internazionale con la settima arte fosse confermato, nonostante tutto.


di Leda Santoro

Così Ravenna rende onore al Sommo Poeta

Le celebrazioni a partire dal 5 settembre e il 13 la lettura di un Canto di Elio Germano

C’è una Ravenna tutta da scoprire seguendo le tracce e le parole di Dante Alighieri attraverso le celebrazioni per il settimo centenario della morte del Sommo Poeta. Letture e poesie, musica e danza, arte e cultura ma anche interventi strutturali: la città che accoglie le spoglie del Poeta da settembre si animerà con “Viva Dante – Ravenna 2020/2021“. Sarà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ad aprire, il 5, le celebrazioni, che coinvolgeranno la città e l’intero Paese. Con la regia del Comune, il sostegno della Regione e l’apporto del Comitato dantesco di Ravenna, la città che ogni giorno “respira Dante” rinnoverà una tradizione ininterrotta: Ravenna onora il Poeta da quella notte tra il 13 e 14 settembre 1321, quando terminò la sua avventura mortale. La serata del 5 settembre vedrà alle 20.30 la riapertura solenne della tomba e del vicino quadrarco di Braccioforte, al termine di un intervento di restauro che ha restituito al sepolcro il suo volto originario. Dopo i momenti musicali, in piazza San Francesco, l’attore Elio Germano leggerà il canto XXXIII del Paradiso. Ma le celebrazioni saranno l’occasione per inaugurare importanti mostre e per progetti internazionali di spettacolo come la prima mondiale di un’icona del balletto quale Sergei Polunin e la rappresentazione del Paradiso realizzato dal Teatro delle Albe. L’11 settembre sarà inaugurata alla biblioteca Classense “Inclusa est lamma. Ravenna 1921“: la prima mostra del progetto espositivo. E dal 14 settembre, presso la Tomba, ogni giorno, perpetuamente, si leggerà un canto della Commedia.


di Aristide Malnati

Alla scoperta dei tesori di Pompei

La pressoché totale assenza di turisti stranieri consente una visita ottimale del sito dove gli scavi continuano a portare alla luce affreschi e reperti

Un centro di eccellenze culturali, di svago e inanche di vizio sfrenato come pochi nel mondo antico. Inilarsi nell’intrico dei quartieri di Pompei permette un contatto diretto con la quotidianità di una città di 2000 anni fa, che la furia distruttrice del vicino Vesuvio ha issato per l’eternità come in un’istantanea. Settembre grazie a una temperatura gradevole, mitigata dalla brezza che arriva dallo scenograico Golfo di Napoli sottostante, e grazie a un numero minore di visitatori, è momento ideale per gustare questo viaggio a ritroso nella storia, oggi arricchito dalle vestigia emerse a seguito degli scavi coordinati dal 2015 dal Sovrintendente Massimo Osanna. Ad iniziare dalle ville sontuose, a ridosso delle mura della città e che per prime si presentano in tutta la loro suggestiva imponenza a chi entra nel sito: erano proprietà di politici d’alto rango o di facoltosi commercianti e il visitatore intuisce dai mosaici o dagli a reschi delle ville meglio conservate, come quella dei Misteri o di Diomede, gli sfarzosi banchetti o i festini licenziosi, che qui venivano consumati: igure di giovani discinti amoreggiano o danzano mangiando frutta o sorseggiando coppe di Falerno (vino pregiato che veniva conservato nelle cantine, ancora visibili, di queste lussuose dimore). Sono gli echi lontani di una società godereccia, che però aveva anche la passione per le commedie e le tragedie dei grandi classici: il Teatro grande e il Teatro piccolo, ancora integri nel cuore dell’abitato, mettevano in scena le tragedie di Euripide, ma anche spettacoli musicali o di mimi, che richiamavano i bei nomi della cultura dell’epoca (di qui sarebbe passato persino il poeta Virgilio). Ma la peculiarità di Pompei sono le abitazioni comuni, case semplici e dignitose che conservano grazie all’azione protettrice della lava i vari ambienti, a volte a rescati, e che hanno restituito numerosi utensili di vita quotidiana (oggetti dell’arredo, attrezzi agricoli, stoviglie, statuette votive a protezione del focolare domestico, ora in mostra nel Museo archeologico di Napoli). La casa degli amorini dorati (in cui si è trovata una lamina d’oro con piccoli Cupidi dorati) o quella della facoltosa famiglia dei Vettii o ancora quella del chirurgo (che conteneva antichi strumenti chirurgici) sono monumenti parlanti: di fronte al salone, alla cucina, alle varie stanze riusciamo a ricostruire episodi di quotidianità della famiglia media pompeiana. Pompeiani che poi immaginiamo anche negli ambienti lascivi delle terme (dove la bella gioventù conveniva per incontri galanti), presenti numerose in prossimità delle ville patrizie, oppure durante gli spettacoli gladiatorii nell’imponente aniteatro nella parte orientale del sito o ancora nel mondo vizioso dei bordelli (a Pompei ne restano almeno tre con a reschi molto espliciti sulle prestazioni o erte).

Pompei
Apertura Martedì-Domenica
Orario 09:00-19:00
Ultimo ingresso ore 17:30