di Riccardo Lagorio

Lodi e dintorni terra da scoprire

Dalle bellezze architettoniche al cibo e ai luoghi della tradizione e curiosando tra antichi giocattoli

Ci sono luoghi e intere aree che passano inosservati o quasi nella mappa del turismo nazionale. Il Lodigiano è uno di questi. Eppure, una volta conquistati dalla preziosa geometria di laterizi medievali del Duomo del capoluogo è di icile non cedere al fascino dei suoi numerosi musei, tra i quali il più originale è senz’altro quello d’arte contemporanea Folligeniali (folligeniali. com). La delicata nebbia autunnale non è un ostacolo per visitare la basilica di San Bassiano a Lodi Vecchio, approittando della comoda pista ciclabile. Pochi chilometri più in là, il Casei- icio Carena di Caselle Lurani è solo il primo degli appuntamenti d’obbligo per chi ama il formaggio. Qui se ne produce uno del tutto particolare, il panerone, dal caratteristico amarognolo inale. All’interno del trecentesco castello di Sant’Angelo Lodigiano il Museo dell’agricoltura narra l’epopea rurale di “questa terra boniicata dagli ordini monastici che conserva una lunga storia di formaggi, tanto da fare innamorare anche Casanova” spiega Alberto Abbà del Caseiicio Zucchelli di Orio Litta, dove ci si ferma per l’acquisto di raspadüra, riccioli di formaggio a grana giovane. La spettacolare Villa Litta Carini con i suoi ra inati giardini è invece un esempio di dimora nobiliare del Seicento che si può visitare su prenotazione. Chi vuole tornare bambino si lascia incantare dalle migliaia di balocchi del Museo del giocattolo di Santo Stefano Lodigiano. Oppure dagli aromi e dai sapori dell’Agriturismo Barcaiolo dove, spiega uno dei proprietari Piero Lodigiani, “si allevano suini con prodotti privi di OGM, rispettando il benessere animale e l’ambiente”. Con il risultato di salumi profumati e gustosi. Di ben altra origine la fragranza, apprezzata dalla borghesia già a inizio Novecento, che pervade le strade di Codogno: è quella dell’attualissimo biscotto Codogno, sfornato da Carlo e Luigi Cornali, quarta generazione di pasticceri, rimasto uguale ad allora, con una riinitura di cocco che lo rende immortale e nel contempo agée, al pari delle ville liberty che abbelliscono la cittadina. Natura alla stato puro verso Casalpusterlengo, tappa preziosa per chi ama i sapori forti, dove è irresistibile il richiamo del Gorgonzola DOP del Caseiicio Croce. Spunta dalla pianura l’imponente castello Cavazzi di Somaglia, in mattoni a vista. Ma le sorprese non iniscono qui. Basta allontanarsi un poco dalla Via Emilia e si respira profondo nella foresta primordiale della Riserva Naturale delle Monticchie: con un po’ di fortuna incontrerete volpi e tassi.


L’INIZIATIVA

UN PO NELLA BASSA SOGGIORNANDO NELL’ANTICA CORTE

L’occasione giusta per conoscere il Lodigiano è l’iniziativa “Un Po della Bassa” (unpodellabassa.org). “Sino al 13 dicembre, il circuito coinvolge caratteristiche osterie dove l’attenzione e la cura della scelta delle materie prime è al primo posto”, spiega Gianluca Gennari, presidente dell’Associazione Radici, che coordina gli incontri (associazioneradici. org). Per trascorrere un ine settimana, la sistemazione ideale è invece la Cascina Sesmones, un’antica corte lombarda ristrutturata di recente, che dispone anche di miniappartamenti per famiglie con bimbi o per chi ama i grandi spazi (cascinasesmones. it).


L’Alta Valtaro il regno dei funghi

Nel cuore dell’appennino tosco-emiliano dove faggi e castani ornano i boschi è iniziata la stagione più ricca di colori gli stessi che ornano i tipici piatti locali

Siamo nel regno dei funghi. Il luogo ideale per accogliere l’autunno. Siamo nell’Alta Valtaro, la perla dell’appennino tosco-emiliano dove i faggi e castagni ornano i boschi. Il verde iabesco è terra di scorribande di lupi, caprioli e cervi. Un saliscendi pittoresco, dolce e armonico che solo questa terra sa o rire. È per questa ragione che vien, dai più, scelta per riposarsi. È un luogo di relax, nel quale non mancano le possibilità di praticare qualsiasi tipo di sport e di ristorarsi con i gustosi piatti della cucina locale, dove il fungo troneggia baldanzoso dai sughi alle fritture e chissà che qualcuno al grido di novelle cuisine lo inserisca anche in qualche dolce. In Alta Valtaro il numero cinque è il numero perfetto, è il numero che rappresenta i cinque comuni che ne fanno parte: Albareto, Bedonia, Borgo Val di Taro, Compiano e Tornolo. Il 5 è il simbolo dell’Uomo Universale, dell’uomo vitruviano, dell’unione, della luce e del cuore. Ma questo è solo un caso che rende l’Alta Valtaro ancora più a ascinante. L’estate è dunque inita, ma nessuno ha voglia di chiudersi in casa. C’è voglia di autunno. Voglia di castagne e funghi. Voglia di escursioni. Voglia di questi luoghi meravigliosi dove è possibile immergersi nella Riserva Naturale Regionale Oasi WWF dei Ghirardi oppure ammirare chiese e santuari come quello della Madonna di San Marco a Bedonia e molto altro ancora. Ci sono molte ragioni per dedicarsi al turismo nell’Alta Valtaro immersi nei colori e nei sapori di questa terra, perfetta per chi, come quest’anno, vuole vivere esperienze autentiche fuori dalle rotte del turismo di massa, con un’ospitalità dedicata e variegata, che spazia dalla cultura alle escursioni. Mettiamoci scarpe comode e un golino. Si parte alla scoperta dell’autunno dell’Alta Valtaro la meta privilegiata per chi ama mangiar bene, per chi ama le vacanze “en plein air” e le tradizioni. Con i suoi spazi aperti, i suoi piccoli borghi, e le sue esperienze autentiche è la destinazione dell’autunno 2020. Tantissimi poi i ristoranti sparsi nei cinque comuni dell’alta valle con abili chef che propongono i piatti tradizionali ma anche interpretazioni personali più moderne.


PER CHI AMA

ANDARE PER SENTIERI IN BICI O A PIEDI LUNGO LE VIE DEL CAI

L’estate 2020 ha portato alla riscoperta delle passeggiate in montagna, anche quelle per famiglie e per chi è meno allenato, attività che in autunno diventano ancora più suggestive fra i colori del bosco che cambiano e incantano. Tantissimi i sentieri segnalati CAI, e molte anche le escursioni guidate con trekkingtaroceno, oltre a diversi servizi di noleggio mtb e ebike. Per chi invece vuole provare l’emozione di trovare un fungo nel bosco, ma non sa da dove cominciare, c’è anche un servizio di accompagnamento con guida in riserva (in cui si paga solo i funghi che si raccolgono lungo il percorso).