IN MAREMMA È PIÙ DOLCE IL NAUFRAGAR

Afaticalzate la visiera del casco, abbassate i inestrini dell’auto. Preparatevi a respirare a pieni polmoni la primavera. Campi di girasole, prati verdi, animali al pascolo. E poi il mare. Che si avvicina o si allontana a elastico in base alle allungate curve della variante Aurelia. Benvenuti al Sud. Della Toscana, naturalmente. Benvenuti in un luogo dai conini allungati. Dove l’esperienza non è di quelle fuori dalla realtà, ma comunque ai limiti del terrestre. O del terreno? Sì, perché con un po’ di fantasia potreste pensare di trovarvi catapultati su un altro pianeta. Basterà che premiate con delicatezza sull’acceleratore dell’emozione. Tra i luoghi dell’estremo meridione della provincia di Livorno c’è la Val di Cornia. Siete, anche se non tecnicamente, in Maremma. Dovrete posizionare la vostra bussola verso il cuore delle Colline Metallifere. Non esitate a deviare per Campiglia Marittima. Sappiatelo, il mare è distante due mani di minuti. Il borgo collinare val bene una sosta. La direzione è quella del Parco Minerario e dell’enorme cava di calcare che disegna tutto il territorio. Vi sembrerà di essere in un ambiente ostile. La Rocca di San Silvestro appare come un villaggio fortiicato sorto intorno al X secolo grazie allo sfruttamento dei giacimenti minerari. Sì, sembra d’esser fuori da mondo. Assai lontano dal vicino arenile di San Vincenzo. Altrettanto dal meraviglioso golfo di Baratti. Impostate il navigatore, di rientro dal Parco Minerario, e concedetevi un tu o. Altrimenti proseguite verso Suvereto, borgo di sapori e di vino, alla volta di Monterotondo Marittimo. Avete varcato il conine, entrando nella provincia di Grosseto. Anche se sembra di essere sulla luna. Nel Parco delle Biancane, appena tre chilometri dal paese montano, vi trovate nel regno della geotermia toscana, dove il sottosuolo regala vapore. L’impianto di Enel è immenso e lo si tocca passando tra un tornante e l’altro verso l’area delle Biancane: il suo ‘bicchiere’ rovesciato si staglia al tramonto contro il mare di Piombino. Abbandonate il vostro carro e provate a camminare tra quelli che gli indigeni chiamano i ‘fumacchi’ in mezzo al bianco delle rocce e un panorama da brivido. Per tornare tra gli umani, basta rientrare sullavariante Aurelia a Follonica. Sull’assecartesiano del viaggio inoltratevi nel profondo Sud toccando il capoluogo Grosseto e raggiungete il bivio di Albinia. In direzione Manciano, vi aspetta il traguardo ben noto di Saturnia. Sulla strada che porta alle capitali del tufo, potreste pensare a una salutare immersione (totalmente free, nel senso del prezzo…) nelle acque termali. Se non volete aprire il portafoglio nello stabilimento, optate per le ‘cascatelle’. Ristorati dal bagno riprender la via verso l’entroterra maremmano è certo più gradevole. Anche perché i serpentoni d’asfalto son tutt’altro che semplici da digerire. Sarete ripagati nella dall’apparizione della Piccola Gerusalemme. Lassù, sul cucuzzolo di un torrione di tufo, la meraviglia di Pitigliano, vi stregherà già in lontananza. Ancor prima di giocare a nascondino tra i vicoli del borgo o aver assaggiato lo sfratto, il dolce ebraico a base di noci e miele. Il naufragar sarà ancor più dolce in Maremma, seppur lontan dal mare.


TRA FOLLONICA E PUNTA ALA

Cala Violina, come ai Caraibi

Una delle spiagge più belle del Centro Italia

Voglia di mare? Mica siamo pazzi. Oppure sì. Nel caso in cui la primavera fosse particolarmente mite, si potrebbe optare per la spiaggia. Una delle più belle della Maremma e del centro Italia è Cala Violina. E’ come essere ai Caraibi e per conquistarla bisogna fatica re… Si trova tra Follonica e Punta Ala e si raggiunge solo a piedi o in mountain bike. Per arrivare al parcheggio si deve percorrere la Provinciale 158 e deviare su una strada sterrata. Lasciata l’auto preparatevi a una mezz’ora di sgambata nella macchia mediterranea.


CAPALBIO

I tarocchi del gigante

Splendide sculture immerse nel verde di un parco

È come essere al Parc Guell ma in realtà siamo all’estremo Sud della Maremma. Precisamente nella campagna di Capalbio. Dove l’artista Niki de Saint Phalle. In mezzo alle colline di argentei olivi, potrete trovare enormi sculture mosaicate alte anche 15 metri dedicate ai simboli dei tarocchi.


POPULONIA

Uno sguardo infinito

Da lassù sembra di dominare il mondo. Lo sguardo corre all’in- inito oltre le onde. Resta da anni immobile, di vedetta, la bella Populonia, antichissima e importantissima città etrusca. Una delle dodici città-stato dell’Etruria che mantiene ancora oggi una suggestione e un fascino senza paragoni. Salite ino in vetta al promontorio sul Golfo di Baratti.


ANTICHI MESTIERI
E NUOVE BOTTEGHE

Tra Grosseto e Livorno la scelta è molto varia in materia di prodotti di qualità
E in Maremma resiste ancora l’arte del seggiolaio

Andar ‘per botteghe’ si diceva un tempo, andare ‘a bottega’ continuano a dire oggi gli artigiani di antica e nuova generazione quando vanno a lavoro. Andate ‘per botteghe’ dunque. Non indugiate a uno shopping divertente, ovvero quello che parla direttamente ai territori, alle sue genti. Tra Grosseto e Livorno, la scelta è molto varia in materia di prodotti di qualità. La creazione di monili nei piccoli laboratori, ad esempio, è una costante della Maremma e, più in generale, dell’intera Costa Etrusca. Potete divertivi a scovare una miriade di mercatini dedicati all’artigianato artistico, ma certo uno dei più ricchi è quello che da maggio a settembre viene allestito ogni seconda domenica del mese a Marina di Grosseto. Invertendo la rotta verso nord, non potete mancare una sosta a Castiglione della Pescaia, meraviglioso borgo marinaro dominato dal maniero medievale che si erge sopra l’abitato. In Maremma resiste ancora quella che gli indigeni considerano una vera e propria arte, l’arte del seggiolaio. E a Castiglione, per la precisione nelle zone lagunari vicine al capoluogo, ci sono ancora persone che vanno a cogliere le erbe. Una volta poste in fascine e fatte seccare al sole, le stesse diventano materia prima per realizzare, appunto, le sedie. Se volete toccare con mano, basta dirigersi verso l’entroterra, verso Massa Marittima dove l’Antica Falegnameria continua a produrre – in maniera del tutto artigianale – manufatti di imparagonabile originalità. Godetevi il centro storico dell’antica città del Balestro e non perdete un passaggio in piazza del Duomo dalla forma misteriosamente esoterica. Poi, volgete l’incedere a nord, in direzione Livorno. Una sosta-spuntino a Campiglia Marittima, già nelle terre labroniche, per assaggiare la schiaccia campigliese, dolce tradizionale croccante fatto con zucchero, pinoli e limone. Livorno, città delle nazioni, è a una mezzora di auto. Il centro, a dispetto di una reputazione non certo invidiabile in tema di promozione turistica, merita una visita approfondita. I motivi? Tantissimi, che toccano ogni senso. Optate per il gusto, scegliendo il ‘5 e 5’ di Gagarin, la botteghina che vende la torta di ceci più buona del mondo proprio di fronte al Mercato Centrale, stupenda e imponente struttura in stile liberty.


LIVORNO

Piazza Venti

Un tempo – in questo spazio nel cuore della Livorno popolare – c’era il celeberrimo Mercatino Americano. Sembrava di essere negli States. Sebbene questo luogo di recenti commerci a stelle e strisce abbia terminato la sua era, oggi piazza Venti (Settembre, ma gli indigeni abbreviano…) è uno spazio reso alla città che vive di tante iniziative. Da visitare indugiando con una merenda alcolica a base di ponce, la bevanda tipica labronica. Il ponce più noto in città è quello del Civili.


LIVORNO

Tra coralli e papillon di legno

Lavorazioni ereditate e tramandate nel tempo

Il cuore di Livorno è tutto da scoprire. Tra viuzze e ponticelli potreste imbattervi in un negozio di gioielli artigianali. Pochissimi ancora lavorano il corallo, tradizione importata dai genovesi e dai commercianti armeni che si trasferirono nel Cinquecento. Se volete un souvenir originale prima di lasciare la città dei Quattro Mori, passate da Gigetto, in viale Alieri, e fermatevi in questo moderno laboratorio artigianale. Realizzano papillon di legno personalizzati. Come pensavate di chiudere il vostro tour? Manco a dirlo, con i iocchi


BOLGHERI

Nel borgo non solo vino

Dal viale di cipressi vino al castello merlato

I cipressi che a Bogheri alti e schietti van da San Guido in duplice ilar… Chi non conosce la lirica carducciana ‘Davanti San Guido’ alzi la mano. Questi luoghi sono noti in tutto il mondo per i suoi nettari, ma Bolgheri, con il suo bel castello merlato e il viale (location ideale per selie rigorosamente verticali) meritano una deviazione rispetto alla variante Aurelia.