EMOZIONI VERE DA NORD A SUD

Un gruppo di hotel gestiti da famiglie ha fatto squadra per offrire qualità e cortesia a chi vuole conoscere l’isola

Da sempre la Sardegna lega il proprio nome, oltre che alla bellezza dei luoghi e in particolare del mare, allo spiccato senso dell’ospitalità non solo di chi si occupa di turismo ma in assoluto di chi abita l’isola. Un valore aggiunto non secondario che inisce per rendere i soggiorni ancora più confortevoli. Proprio per far risaltare questa peculiarità, alberghi di proprietà di famiglie che vivono con passione la loro attività hanno fatto squadra dando vita a Emozioni: uniti da questo filo che potrebbe rappresentarsi con il sorriso che accoglie gli ospiti al loro arrivo, è possibile spostarsi dal nord al sud dell’isola vivendo così un viaggio nella bellezza e nella gentilezza, perle rare di questi tempi. Questo consente di vivere la magia della Sardegna, aiutati da chi è desideroso di far scoprire le tante ricchezze di questa meta, valorizzando le bellezze enogastronomiche, i luoghi più indicati per il benessere, oltre a quelli che da un punto di vista naturalistico, storico e culturale ne sono da sempre un punto di forza. La propria avventura in terra sarda può essere così preventivamente disegnata a tavolino seguendo le proposte di Emozioni, certi di ritrovare l’identica cortesia e disponibilità ovunque si soggiorni, come se ci si spostasse di casa in casa nel comfort di mete che puntano sull’alta qualità dei servizi o erti. Si abbina così all’eccellenza una calda e sincera accoglienza, quella indispensabile per far sentire l’ospite come se fosse a casa propria pur trovandosi in un luogo tutto da scoprire. Ed è questa la spinta che unisce le diverse famiglie che gestiscono i diversi hotel, innamorati come sono del luogo dove vivono, una passione che vogliono trasmettere agli ospiti che si a acciano alla loro porta. Strategicamente posizionati in di erenti punti dell’isola, si può così andare a conoscere gli itinerari più nascosti per apprezzare le bellezze e le unicità della Sardegna. Nei ristoranti dei diversi hotel la qualità degli ingredienti e dei prodotti dell’isola la fa da padrona e si traduce in un’esplosione di colori e sapori in cui la tradizione si coniuga anche con l’innovazione.


PER SAPERNE DI PIÙ

I luoghi dell’anima

I luoghi incantati dell’anima si possono scoprire andando per la Sardegna da Nord a Sud , quella lontana dal frastuono e dal clamore turistico, dove ci si trova per incanto in un alone di miti, misteri e magie. Gli alberghi del gruppo Emozioni (emozionihotels. it) accompagnano il viaggiatore verso le mete ideali per quanti puntano a riscoprire la bellezza della natura e i segreti di una terra per molti versi ancora sconosciuta.


SULCIS IGLESIENTE
LA NATURA È PADRONA

Da Carbonia partono due itinerari
Uno porta verso Nord passando dall’isola di San Pietro, il secondo verso Sud e fa tappa a Porto Pino

di Riccardo Lagorio

Destinazione ancora poco conosciuta, il Sulcis Iglesiente, nel sud ovest dell’isola, permette di esplorare un territorio dall’antico fascino mediterraneo in perfetta privacy, beneiciando dei ritmi lenti della natura. Da Carbonia, uno dei migliori esempi di città del razionalismo in urbanistica, si possono scegliere due itinerari. Uno porta verso nord, alla punta s’Aliga, estremità di una penisola di sabbia bianca e ine dal basso fondale, poco frequentata anche in alta stagione. Da lì, passando sull’isola di San Pietro, si può prendere in a itto un motorino per esplorare le coste frastagliate e le piscine naturali di Nasca, perfette per chi ama lo snorkeling in tutta sicurezza. Una pineta separa la lunga spiaggia di Fontanamare, a Gonnesa, dalla palude Sa Masa, uno dei santuari per i birdwatchers che vanno alla ricerca del pollo sultano e l’anatra marmorizzata. Un vecchio sentiero di una decina di chilometri, tra falesie a strapiombo, arriva a Masua. Gli appassionati di arrampicata sportiva possono scalare i 133 metri del faraglione più alto del Mediterraneo. Proseguendo si arriva a Buggerru, dove le alte scogliere si intervallano a cale dalle acque limpidissime, spesso raggiungibili solo a piedi e ideali per praticare surf. Verso sud la prima tappa lontano dalla folla è Porto Pino, una grande pineta spontanea, mare cristallino e spiagge bianchissime con dune naturali alte ino a 20 metri. Il modo per raggiungere Cala Piombo è a bordo di un gommone per sentirsi i solitari esploratori delle grotte marine e delle calette di minuscoli ciottoli. I panoramici 20 chilometri tra il porto di Teulada e Capo Spartivento regalano scenari mozzaiato. Alcune tra le spiagge più belle della Sardegna, come Sa Canna e Piscinnì, si alternano a scogliere a picco sul mare. Poche mete caraibiche competono con la spiaggia di Teurredda, simbolo stesso della Sardegna grazie all’intenso azzurro dell’acqua, il verde degli arbusti e l’oro della sabbia inissima. In pochi minuti a nuoto o in pedalò si può raggiungere l’omonimo isolotto, un mondo a sé dove stendersi sulla sabbia calda o sulle rocce levigate. Anche chi non ama il mare è accontentato: l’oasi faunistica protetta di is Cannoneris è tra le maggiori dell’isola. Sentieri segnalati per le escursioni l’attraversano sino ai 979 metri di Punta Sébera dalla quale si domina buona parte del golfo di Cagliari e la costa sino a Portoscuso in mezzo a lecci, macchia mediterranea e conifere tra gli sguardi incuriositi di donnole, volpi e daini.


VALLE DEL TEMO

Fuga in kajak verso Bosa

Sulla collina di Bosa svetta il castello medievale, a acciato sulla valle del iume Temo e la costa occidentale. Nel centro storico vale la pena di inilarsi in una delle cantine che producono la celebre Malvasia. Il Temo è perfetto per una gita in kayak per godere di una vista insolita del borgo e per raggiungere le calette della costa di Bosa. La strada che conduce ad Alghero è un’attrazione in sé, con i suoi panorami mozzaiato e la possibilità di fermarsi su cale poco conosciute come Cumpultittu o s’Abba Druche.


L’ARTIGIANATO DI FLUMINIMAGGIORE

Antiche e affilate tradizioni

L’artigianato di Fluminimaggiore si distingue per la creazione di leppe a serramanico, autentiche opere d’arte. Di solito sono dotate di manico in corno di montone o mulone o cervo. Ultimamente si usano anche radica di ciliegio e ginepro, simili a sculture. Lama e anello, anch’essi originali creazioni artistiche, sono spesso incisi da motivi che ricordano le attività pastorali. La tradizione della coltelleria sarda resiste un po’ ovunque. Spiccano Arbus e Pattada.


SPELEOLOGIA

Tutte le ere geologiche nella terra più antica

Nel Sulcis Iglesiente gli scenari incantati non si fermano alla supericie e gli appassionati di speleologia possono esplorare più di 500 grotte. In alcune di queste si è sviluppata una fauna diversiicata che nei millenni si è adattata ai particolari ambienti. Sono assai di use varie specie di pipistrelli, chilopodi e geotritoni mentre un gamberetto (Stenasellus nuragicus) vive solo nella grotta di Su Mannau a Fluminimaggiore. Il Sulcis è inoltre la terra più antica d’Italia e tra le poche in Europa che racchiude tutte le epoche geologiche.


SERBARÌU

La strada che porta ai faraglioni

L’attività di estrazione mineraria è un tutt’uno con la storia di questa terra. La stessa città di Carbonia fu costruita a ridosso della miniera di Serbarìu, che oggi ospita un interessante Museo del carbone. Ricca o erta per il turismo didattico, i siti di archeologia industriale sono interessanti opportunità per gli amanti del trekking. Il migliore esempio è la Laveria Lamarmora, a acciata sul mare e dalla quale si estraevano piombo e zinco. Un piccolo approdo utilizzato per il carico dei minerali può essere utilizzato come trampolino per un tu o nelle acque cristalline, proprio di fronte ai faraglioni di Nebida.


DA CALA GONONE
ALLO STAGNO DI ORISTANO

Verso arenili raggiungibili via mare per poi lanciarsi in un coast to coast attraversando il centro dell’isola aspro, selvaggio e prezioso

La costa orientale della Sardegna regala arenili intatti, alcuni raggiungibili solo via mare come cala dei Gabbiani o dopo adatti agli amanti del trekking come cala Goloritzé, dove mare e montagna si incontrano in perfetta armonia. I fondali sono meta ideale degli appassionati di snorkeling e di immersioni subacquee. Dal territorio di Baunei, un’ora di automobile porta a Nuoro. La protegge il Monte Ortobene, montagna di granito aspra e selvaggia. Nel Museo della Vita e delle Tradizioni popolari si visitano le sale del pane. Ve ne sono esposte 600 varietà. Prima di lasciare la città vale la pena sedersi al Ca è Tettamanzi, storico ritrovo di letterati e decorato con stucchi originali di ine Ottocento. Ottana ospita uno dei gioielli d’arte romanica, la chiesa di San Nicola, dalla facciata in pietra scura, la trachite. Il vicino lago Omodeo fa la gioia di chi ama la canoa e le rilassanti passeggiate tra olmi, pioppi e macchia mediterranea. Se si è fortunati si possono osservare in volo il falco pellegrino e la ghiandaia. L’incantata euritmia del nuraghe Losa e della facciata della chiesa di San Pietro impreziosiscono l’altopiano di Abbasanta e l’altura di Zuri, contrada di Ghilarza. La torre di Mariano è la più signiicativa eredità della cinta muraria di Oristano, costruita con i blocchi di arenaria dell’antica Tharros mentre le soste nelle pasticcerie permettono di stilare la propria personale classiica nella preparazione di ben altro patrimonio, quello dei dolci locali: mostaccioli, pabassini, gue us. Il capoluogo è circondato dagli stagni di Cabras, Mistras e di Santa Giusta dove si danno appuntamento volatili rari e fotograi. Per immortalare is fassonis, barche d’erba palustre intrecciata, usate un tempo per la pesca di cefali, anguille, mormore e orate e visibili, bisogna invece attendere la prima domenica d’agosto, durante la tradizionale regata. Gli scali sono punti di partenza per escursioni a vela o in mountain bike per perlustrare le fertili campagne e il litorale. Come le spiagge di Is Arutas e Mari Ermi, di ine sabbia dorata e, oltre Capo Mannu, le dune di Is Arenas, tra le più estese d’Italia. Il viaggio da costa a costa termina poco più a nord, di sera, al ponte naturale di s’Archittu, quando il sole pare incastrarsi nella volta di rocce calcaree.

Riccardo Lagorio


CABRAS

Spaghetti western

San Salvatore di Sinis è una capitale degli spaghetti western, il genere di ilm che ebbe fortuna negli anni Sessanta e Settanta. Il cult “Per un pugno di dollari” fu girato anche nel villaggio dalle fatture messicane, deserto ma non abbandonato. Questa Cinecittà in miniatura si anima in occasione della tradizionale festa di San Salvatore, quando i pellegrini, all’inizio di settembre, ritornano nelle casette a schiera del paese.


SA BURRA

Il tappeto di Sarule

È un tappeto pregiato dai colori vivaci ottenuti dalla cottura di diverse erbe. Viene realizzato, secondo la tradizione, con il vello della pecora su telai a mano verticali e donato dalle madri barbaricine al iglio primogenito in occasione del suo idanzamento. I motivi che decorano questo manufatto dalla funzione estetica e simbolica traggono ispirazione dalla vita quotidiana della comunità.


OASI DI TETI

Funghi in tavola

I boschi di querce, roveri e lecci che circondano l’abitato di Teti forniscono gran parte delle materie prime trattate nella cucina dell’Oasi. Funghi porcini, prataioli, gallinacci e cardoncelli (serviti crudi o sottolio) sono condimento per i primi piatti (lisonzas e macarrones de busa) e accompagnamento delle carni. Salumi fatti in casa.

Ristorante L’Oasi 
Via Trento, 10 – Teti (NU)
Tel 078468211


ORGOSOLO

Paese museo

Ricchi costumi, ampi panorami sulle guglie rocciose del Supramonte, murales che adornano le facciate delle case e i massi all’ingresso del paese. Raccontano tradizioni pastorali, giustizia sociale, miti e lotte popolari. Ma l’indole artistica orgolese continua nel canto a tenore, Patrimonio dell’Umanità, e nelle attività agricole e pastorali con prodigiose produzioni di vino e pecorino. Luogo magico anche per chi ama il trekking: al canyon di Gorroppu, dalle pareti alte 450 metri, e nelle foreste di Montes, costellata di pinnettos, le capanne dei pastori.


ARBATAX

Il trenino per Gairo

In 62 chilometri si passa dalle barche dei pescatori di Cala dei Genovesi di Arbatax alle montagne del Gennargentu di Gairo all’insegna della sostenibilità. In una progressiva salita si può ammirare la costa, che appare tra una folta vegetazione, prima di attraversare i paesi di Elini e Lanusei. Dopo il passaggio al lago Alto del Flumendosa si arriva a Gairo Taquisara, punto di partenza per una visita ai villaggi fantasma di Osini Vecchio e di Gairo Vecchio.