Una terra che unisce le austere bellezze dell’entroterra alle coste universalmente note dove il mare è trasparente e le rocce regalano scorci che una natura ispirata e generosa ha disegnato nei secoli

Già nel nome Gallura c’è qualcosa che suona molto lontano da Costa Smeralda, eppure stiamo parlando della stessa terra. Ma se pensi alle meravigliose coste il pensiero corre veloce al mondo dorato delle ville, degli yacht e dei club esclusivi che affollano un litorale magniico, salvato in buona parte dalla speculazione proprio perché per pochi doveva rimanere ed è rimasto, mentre la Gallura conserva il sapore e il profumo della Sardegna più autentica. L’una nell’altra e viceversa, due mondi agli antipodi, eppure vicini, uniti dalla bellezza. Una artiiciale, cresciuta a dismisura e alimentata dagli idoli del consumismo nel corso degli ultimi cinquant’anni, l’altra di un’autenticità spiazzante, in buona parte salvata nel corso dei secoli da una natura invincibile e resistente come il granito. La gallura profuma di mirto, di storia testimoniata dalle pietre che a iorano nelle valli come impetuosi giganti, ma anche di vino e di cibi eccellenti. Tesori custoditi da chi è nato in questa terra e di questa terra vuole salvare l’anima, consapevole di dover scendere a compromessi, lasciando che il mare trasparente e le insenature più belle siano per tutti, mentre quelle ricchezze, quei tesori di un’entroterra silenzioso e inesplorato per quanti vogliono davvero addenterarsi in un mondo che ha saputo e saprà sempre salvarsi dall’invasione del banale.


IL MARE TURCHESE E UN’ALTRA GALLURA

Il mirto. Il cisto, il lentischio. I corbezzoli, le sugherete. Il granito, le colline ammantate di vigne che sembrano pettinate con il rastrello, o forse con un colpo di spazzola, e t’incanti talmente a guardarle che rischi di andare a sbattere, nello zigzag perpetuo di curve a disegnare rigagnoli nella bellezza. Profumi, visioni. E certo, tu dici Gallura e pensi alla Costa Smeralda, certo. E pensi – con un pizzico di invidia, confessa – agli sciami vippaioli che ronzano da una villa all’altra, da un esclusivo hotel a una spiaggia o a un approdo per pochi, su quelle barche (ops, navi) scintillanti, nascosti dietro i cancelli, protetti da inlessibili armate di security. Un mondo dorato al quale vorresti appartenere per un giorno, per una notte, riempirti gli occhi degli idoli di carta e delle loro piccoli grandi smanie vacanziere, ma forse hai visto troppa “summer comedy” all’italiana, forse dovresti anche saper guardare altrove. Prendi San Teodoro. Ti metti lì, sulla spiaggia di Tahiti… già, lo sai vero che a San Tedoro c’è Tahiti? Cala Brandinchi, sabbia bianca, mare cristallino – e non sono banalità da slogan turistico, è proprio vero – e la Tavolara laggiù sullo sfondo a far da quinta lontana per un orizzonte sinuoso: e sogni ancora la Costa Smeralda? E Capo Coda Cavallo, e l’Isuledda, e l’Impostu, e Punta Molara con quell’altra isola, la Molara, ancora a rompere la linea piatta del mare a perdita d’occhio, e libertà, e camminate, e sabbia inissima, e il sole sulla pelle… e sogni ancora gli sciami dei vip? E giù in quasi a Budoni, e su injo a Santa Teresa e oltre, isole comprese perché no, qualcuno che ti ci porta lo trovi comunque, il mare di Gallura è un cristallo di diamante ovunque, e ovunque ti ci tu i e ti ci specchi e senti che la vita in fondo è fatta di poco. Chiamalo poco, certo. E se per caso un giorno ti stanchi del mare? Gallura, credi, è tanto altro ancora. Le vigne, si diceva. E le cantine, e il vino. I vini: rossi, forti e di carattere come una terra che ha visto una lunga scia di storia e di storie, ha sentito parlare tante lingue, i fenici e gli spagnoli, gli arabi e i vndali, i còrsi e i piemontesi, e di storie ne ha da raccontare. I rosati e i bianchi, sapidi di sole e di mare, profumati di macchia ed erbe spontanee, di iori e di vento, di frutta come i passiti dolci e ricchissimi. Vini che sposano cucine di mare e di terra, pescatori con le reti e pastori con gli attrezzi dell’ovile, u fuoco e un piatto e un bicchiere, che la festa cominci. Di storie ne ha da raccontare, la Gallura. Vieni, andiamo. Vedrai cose che non sospettavi, perché all’improvviso là in mezzo, tra boschi di sughere e macchie di mirto, tra pascoli e speroni di granito, spunta un dolmen, presenza arcaica e di fascino misterioso, chissà perché sono rivolti tutti a Oriente, la forza evocativa del sole nascente signiicava risurrezione anche millenni e millenni prima dell’era cristiana: ce ne andiamo a Luras, là in mezzo dove raramente passa anima viva, ne troviamo quattro, nel silenzio non puoi non sentire sussurrare la Storia. Come nel complesso di nuraghi di Lu Brandali a Santa Teresa, nella necropoli di Li Muri ad Arzachena, nelle Tombe dei Giganti, nei Pozzi Sacri… Credi, davvero non è solo Costa Smeralda.


TOP 5 DELLA GALLURA

1
IL VECCHIO PATRIARCA

Tra i monumenti naturali più suggestivi del gallurese vi sono senza dubbio gli ‘Olivastri’ di Luras, che da migliaia di anni vivono sulle colline del lago di Liscia. ‘Il Vecchio Patriarca’ raggiunge un’altezza di 14 metri e una circonferenza di 12

2
TAPPETI E ARAZZI

La tessitura di arazzi, tappeti, coperte ad Aggius è ancora realizzata a mano con telai di legno. A Luras l’arte dell’intreccio è a idata a sapienti artigiani che creano manualmente cestini e impagliature delle sedie.

3
ISOLA DI SPARGI

L’Isola di Spargi, la terza per estensione dell’Arcipelago della Maddalena, è un autentico angolo di paradiso mediterraneo. La costa, scoscesa e con scogliere a picco, si apre solo in certi punti, dando vita a intime calette sabbiose.

5
REGNO DEI GIGANTI

Lungo la strada che va da Luogosanto ad Arzachena ci si imbatte nel complesso nuragico ‘La Prisgiona’ (il più grande della Gallura), la Tomba dei Giganti Coddu Vecchiu e di Li Longhi, la necropoli Li Muri.


GALLURA GUIDA AI VINI

Il ritrovamento di recipienti ideali per contenere vino ritrovati in diverse zone archeologiche della Gallura, hanno evidenziato l’esistenza di un‘attività vinicola iorente già in epoca nuragica Attitudine che si è consolidata nei secoli

LINTÒRI
Capichera

Dalle colline di Arzachena un vino che è un po’ un’icona, della Costa Smeralda e della Gallura ma anche dell’intera Sardegna. Il Vermentino nella sua espressione più corposa, strutturata, armonica, capace sicuramente anche di invecchiare. Questo, di un giallo che lascia spazio a nuances verdoline, nasce da vigne sorte in terreni granitici dove un tempo c’era solo pascolo, e si o re con profumi intensi, ricchi, di frutti esotici ma anche di mela renetta e con un tocco balsamico di erbe aromatiche; il gusto è fruttato e generoso, ma deinito dalla freschezza di un ritorno di agrumi e dalla sapidità che gli viene dalle origini.

2018
Doc Vermentino di Sardegna Vermentino
Costo: 16 euro

NÙALI
Siddùra

Albicocca, rosa e agrumi: ecco i tipici profumi che riesce a spigionare questo Moscato Giallo dolce raccolto dopo l’appassimento direttamente sulla pianta, e quindi destinato, dopo la vini- icazione in acciaio, a un lungo a inamento in bottiglia. All’occhio si presenta di un bel giallo ambrato, brillante e lucente; il bouquet spazia a toni di miele e frutta secca ma si avverte anche uno sfondo di erbe aromatiche. In bocca è bilanciato e mai stucchevole, anzi suadente e morbido ino a regalare una inattesa lieve vena di sapidità.

2015
Doc Moscato di Sardegna
Moscato Giallo
Costo: 22 euro

TARARÀ RISERVA
Vigneti Zanatta

Intenso e strutturato, persistente ed equilibrato: un Cannonau riserva che brilla per la sua riconoscibilità e per l’intensità del bouquet e dell’assaggio, senza comunque proporsi muscolare o sfacciato malgrado il passaggio per otto mesi in barrique prima dell’a inamento in bottiglia. Veste di elegante rosso granato per un vino che nasce da uve a bassa resa per ettaro, a tutto vantaggio degli aromi e della ricchezza in polifenoli: il profumo è intenso, con sentori di frutta matura in armonia con le note di vaniglia rilasciate dalla tostatura del legno; vaniglia e spezie che si ritrovano poi nel gusto secco, vellutato e piacevolmente tannico.

2015
Doc Cannonau di Sardegna
Cannonau
Costo: 18 euro

NULVÀRA ROSÉ
Cantina Giogantiniu

Il primo evidente tratto distintivo è il colore. Un rosa intenso, quasi sontuoso e antico, frutto della precisa, calcolata interruzione della macerazione del complesso paniere di uve, anche diverse tra loro, che lo compongono. Un bel piatto di ostriche, ma anche antipasti e carni bianche, insaccati e minestre, o semplicemente un sorso come aperitivo, saranno lo scenario ideale per questo vino che dal procedimento in cantina e dalle caratteristiche delle uve trae un profumo fruttato e fresco che si rivela in un gusto leggermente acidulo e gradevole.

2018
Igt Colli del Limbara
Pascale, Bovale, Nieddu mannu, Sangiovese, Merlot, Cabernet Sauvignon
Costo: 6 euro


FOCUS

LA CANTINA SOCIALE DEL VERMENTINO DI MONTI

GALANA

Due anni e mezzo di cantina tra la botte di legno e il riposo in bottiglia prima di conoscere l’incontro con l’ossigeno nel calice e sprigionare tutte le caratteristiche messe insieme dal luogo di nascita. Un vino da tutto pasto per piatti importanti.

2014 • IGT Colli del Limbara • Cabernet Sauvignon, Sangiovese, Cagnulari, uve a bacca rossa • Cantina Sociale del Vermentino di Monti • Costo: 35 euro

ARAKENA

Bianco di grande struttura, con un grado alcolico superiore: nasce da uve raccolte su alte colline di terreni sabbiosi, accarezzate dalle brezze e soggette a buone escursioni termiche ideali per la resa aromatica. In bocca si avverte una decisa freschezza con bei ricordi di liquirizia, e un’avvolgente armonia di morbidezza e sapidità.

2017 • Docg Vermentino di Gallura Superiore • Vermentino • Cantina Sociale del Vermentino di Monti • Costo: 22 euro

RUINAS
Cantina Depperu

Vermentino, e sai cosa bevi: parafrasando una vecchia pubblicità, ecco uno slogan che ben si adatta anche a questo bianco gradevole, giallo paglierino dai rilessi verdognoli, di alta gradazione alcolica e di conseguenza di buona struttura, con un naso ricco di profumi piacevoli, ini e persistenti.

2018 • Igt Colli del Limbara Vermentino • Costo: 20 euro

KARAGNANJ BRUT
Cantina Tondini

La bollicina, ine e persistente, è impreziosita da eleganti note di crosta di pane dovute ai ventiquattro mesi che questo intrigante Vermentino trascorre sui lieviti, e inisce per arricchirsi in struttura equilibrata tra aromi e sapori in un incontro di mineralità e inezza, classiche della varietà sull’isola, specialmente se avvolte da piacevoli profumi di frutta gialla. Ecco insomma uno spumante che sarà un ottimo aperitivo da sorseggiare la tramonto in riva al mare ma potrà anche accompagnare un pasto tra cucina di mare, carni bianche, funghi di stagione.

2015
Vino Spumante di qualità Vermentino
Costo: 20 euro

SIDDAJU
Cantina Tondini

2015 • Igt Colli di Limbara •
Nebbiolo, vitigni tipici
galluresi • Costo: 24,50 euro

FALCALE
Cantina
Piero Mancini

2017 • Doc Cannonau di
Sardegna • Cannonau • Costo:
12 euro

CUCAIONE
Cantina
Piero Mancini

Basso tenore alcolico, ma in compenso una discreta acidità e un bel residuo zuccherino per uno spumante che origina da un vitigno, il Moscato Bianco, nient’a atto sorprendente perché presente in Sardegna in dall’epoca dei Romani: ma il clima e le caratteristiche dei suoli gli regalano un aroma esplosivo e profumi inconfondibili.

Cuvée di varie annate • Doc
Moscato di Sardegna Gallura
Spumante • Moscato Bianco •
Costo: 10 euro

ASSAJÉ
Capichera

Un bellissimo Carignano strutturato e concentrato, al quale una piccola aggiunta di Syrah regala velluto e morbida rotondità: il risultato – da vigne in cui non si utilizzano né concimi chimici né diserbanti – parla della natura sarda, in profumi densi di frutto ma anche inebrianti di spezie e in un sorso caldo e alcolico però decisamente avvolgente, rotondo e di ottimo corpo, equilibrato e pieno, sapido e tannico.

2016 • Igt Isola dei Nuraghi •
Carignano, Syrah • Costo: 38
euro


NEL VERMENTINO
LA FORZA DEL GRANITO

Una costante ventosità è caratterisca della zona della Gallura e questo dà origine ad uve integre soprattutto nelle zone vicine al mare e questo fa di questa zona una tra le più vocate alla viticoltura e in particolare alla coltivazione del Vermentino

Il signiicato del nome va fatto risalire alle caratteristiche naturali “rocciose, sassose” del territorio gallurese.Le rocce granitiche, modellate dal vento e dalla pioggia ,specie sulle coste, conferiscono alla Gallura un aspetto assai originale. La sua vegetazione spontanea è formata dalla macchia mediterranea (lentischio, cisto, corbezzolo, mirto ecc.),mentre l’interno, più riparato dai venti, è caratterizzato da imponenti a ioramenti granitici e boschi di sughere ,querce ed olivastri. L’ossatura geologica si è costituita circa 300 milioni di anni fa durante l’orogenesi ercinica dal lento ra reddamento di lave vulcaniche diedero origine a strati di roccia con struttura cristallina. Lo smantellamento delle formazioni rocciose ha dato origine al vasto complesso granitoide della Gallura e l’inizio della sua erosione. Dall’alterazione delle altre componenti della roccia, feldspati e biotite, derivano le frazioni argillose e colloidali più ini. Il clima è temperato caldo, caratterizzato da inverni miti. Le precipitazioni sono concentrate nel periodo autunnale e invernale, con deboli piogge nel periodo primaverile durante la ripresa vegetativa e comunque inferiori ai 700 mm annui. Una costante ventosità caratterizza la zona della Gallura, questo dà origine ad uve integre dal punto di vista sanitario soprattutto nelle zone vicine al mare e fa della Gallura una delle zone italiane più vocate alla viticoltura, in particolare alla coltivazione del Vermentino . Il ritrovamenti di materiale organico in di recipienti atti a contenere vino ad esempio in alcune brocchette askoidi ritrovate in diverse zone archeologiche della Gallura, hanno evidenziato l’esistenza di un‘attività vinicola iorente già in epoca nuragica, in particolare nel periodo del Bronzo medio e recente (1400-1200 a. C).


L’occhio nel bicchiere

Il Vermentino di Gallura
DOCG

TERROIR
Il Vermentino è coltivato essenzialmente sui terreni eluviali di rocce granitiche, dove trova il suo habitat ideale, soprattutto ad altitudini variabili che oscillano tra i 100 e i 600 metri s.l.m. e dà origine all’unica Denominazione di Origine Controllata e Garantita dell’isola che interessa alcuni comuni nel territorio di Olbia-Tempio e il comune di Viddalba nella provincia di Sassari. La DOCG si presenta in diverse tipologie come Superiore, Frizzante, Spumante, Passito, Vendemmia Tardiva, tutte prodotte da uve Vermentino minimo 95%, con un saldo di altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, idonei alla coltivazione nella regione Sardegna, presenti nei vigneti ino a un massimo del 5%. Si suppone che l’origine del Vermentino sia spagnola e l’introduzione del vitigno sul suolo sardo dovrebbe essere avvenuta dopo il XVI secolo.

COLORE
Il Vermentino Superiore si caratterizza all’analisi visiva per un giallo paglierino luminoso.

PROFUMO
Al naso si riconosce per le fragranze di ginestra, mandorla e agrumi che sa offrire, oltre ai sentori di macchia mediterranea e alle note di salmastro con un inale in alcuni casi lievemente amarognolo.

SAPORE
In bocca una decisa acidità ma piacevole acidità ripropone le sensazioni di agrumi e cedro percepite al naso, il tutto fuso in una armoniosa vena sapida.

ABBINAMENTI
Vino d’abbinare a piatti di mare dove vi sia anche l’utilizzo del pomodoro. Piatti a base di cozze, vongole, cernia, calamari ripieni, polpo e patate, spaghetti ai ricci di mare o al nero di seppia, oppure pesci cotti all’isolana.