I PROTAGONISTI

Arte e cibo si incontrano a Fico

Si svela la mostra ‘Solo figura e sfondo’, mentre le specialità sbarcano in Fiera

BOLOGNA

IL MONDO dell’arte e del cibo sono legati da sempre, lo raccontano quadri e opere senza tempo. Ma da Fico Eataly World, a Bologna, sanno che anche il cibo può diventare esso stesso un’opera d’arte. E’ così, dai padiglioni della Fiera lo spettacolo si sposta anche nel parco agroalimentare, con un evento speciale. A raccontare come Fico e Arte Fiera si incontrano dall’1 al 4 febbraio è Tiziana Primori, ad di Fico Eataly World. Primori, cosa succederà nel parco agroalimentare durante i giorni della Fiera? «Si apre il sipario sull’universo del cibo e tutto quello che c’è ‘dietro le quinte’. Inizia un vero viaggio alla scoperta del nostro parco agroalimentare: noi qui non vediamo solo il cibo nel momento in cui si mangia, ma anche come si produce, come si alleva e si come coltiva la terra. Un dietro le quinte del piatto, dunque”.

C’è poi un evento speciale, proprio a Fico. «Sabato 2 febbraio ospiteremo un evento importante, in collegamento con il territorio. La sera, ci sarà la presentazione della mostra Solo figura e sfondo, assieme al curatore Davide Ferri. E’ una mostra (allestita in Fiera nel padiglione 26, ndr) dedicata alle collezioni istituzionali d’arte moderna e contemporanea dell’Emilia-Romagna, pubbliche e private. Inaugura un ciclo intitolato Courtesy Emilia Romagna”.

Quali temi vi legano a questa mostra? «Il tema è molto coerente con il nostro mondo: si parlerà delle bellezze del territorio. Il titolo, Figura e sfondo, richiama come noi mettiamo in mostra i nostri territori e comuni, i prodotti particolari e la storia del cibo”.

Oltre alla sera del 2 febbraio, sarà anche Fico ad andare in Fiera… «Organizziamo un punto di degustazione di prodotti italiani, in questo caso non solo della nostra regione. Ci saranno taglieri con salumi, sicuramente la nostra mortadella di Fico, ma anche i cannoli siciliani, che rappresentano la nostra storia del dolce con uno dei grandi maestri, Palazzolo. Ovviamente ci sarà la pasta di SfogliAmo, una startup riconosciuta dal Senato come una delle aziende più innovative di quest’anno. Sarà presente in fiera facendo assaggiare i tradizionali tortellini”.

Dove si troverà il punto di assaggio? «Il punto di degustazione si troverà nell’area accoglienza, nel centro servizi. Sarà un benvenuto importante. E’ un progetto in collaborazione fra la Fiera, Fico, il ristorante Bell’Italia e le principali aziende del parco agroalimentare”.

L’arte e il cibo saranno uniti nell’attrarre visitatori? «Ancora una volta Fico è integrato con la città e i suoi eventi principali. I visitatori avranno un motivo in più per venire a Bologna”.

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Nel mese di febbraio

BOLOGNA

CHI visiterà Fico nei giorni di Arte Fiera si imbatterà nella dolcezza del cioccolato. Da sabato 2 a domenica 17 febbraio, infatti, si svolge il Giro del Cioccolato e dei Dolci a base di cioccolato, con una rassegna dedicata alla produzione del cioccolato italiano da degustare nei punti ristoro. Per chi resta fino al 9 e 10 febbraio, invece, ecco il Salone del torrone, con i produttori più rinomati d’Italia. Da gennaio a maggio, poi, si snoda ‘Tempi di recupero’, progetto che coinvolge chef, osti e ’azdore’, protagonisti con i ristoranti di Fico di un ciclo di cene ispirate alla filosofia del mangiare bene e senza sprechi.


L’APPUNTAMENTO LA MANIFESTAZIONE È NATA PER SOSTENERE LA FONDAZIONE SERAGNOLI

‘Do ut do’, la biennale si racconta in anteprima

BOLOGNA

AD ARTE FIERA torna l’appuntamento con do ut do, la biennale nata nel 2012 con lo scopo di raccogliere fondi a sostegno della Fondazione Hospice MT. Chiantore Seràgnoli. Nome coniato da Alessandro Bergonzoni, do ut do, propone e organizza mostre ed eventi dedicati all’arte, all’architettura, al design e, con un importante atto di condivisione, gli artisti possono partecipare alla biennale con una propria opera per realizzare una collezione unica che farà parte di una mostra itinerante. La biennale 2018-2019 sarà presentata in anteprima venerdì 1 febbraio (alle 17) nello spazio Talks di Arte Fiera, alla presenza di un ricco ventaglio di relatori, degli artisti che partecipano al progetto. La morale dei singoli è il tema ideato da Alessandro Mendini, padrino di questa quarta edizione assieme a Philip Rylands. Il tema scelto pone l’accento sulla ‘rivoluzione’ etica che può essere innescata dalla responsabilità individuale e dalle azioni di ognuno di noi, dando prova del potere che il singolo ha quando si mette in connessione con gli altri, generando una sensibilità collettiva responsabile nei confronti della propria comunità. Il talk sarà l’occasione per presentare la collezione e invitare alla visita delle prime opere che saranno in mostra durante Arte Fiera in diversi luoghi della città di Bologna: Accademia delle Belle Arti, Archiginnasio, Arte Fiera, Galleria Astuni, Palazzo d’Accursio. Saranno visibili una decina di opere degli artisti che parteciperanno all’edizione 2018-2019: Fabrizio Cotognini, Cuoghi Corsello, Alberto Di Fabio, Flavio Favelli, Mimmo Jodice, Massimo Kaufmann, Julia Krahn, Nino Migliori,Moataz Nasr, Katja Noppes, Simone Pellegrini, Thomas Ruff, Pietro Ruffo.


T-essere. E la cooperazione diventa arte

Stefano Arienti e la Società Dolce insieme nel progetto di opere partecipate

BOLOGNA

IL TASSELLO di un puzzle non è altro che un piccolo oggetto insignificante, ma unito ad altri, ecco che appare l’immagine e, con essa, il messaggio. Cosa c’è di più calzante, per raccontare la cooperazione, descrivere la mutualità e il senso del cooperare? E cos’è più efficace dell’arte, per mostrare come si giunge ad una visione condivisa e al saperla applicare ad ogni aspetto della vita? T-essere è l’installazione che presenta il frutto dell’esperienza laboratoriale tra l’artista di fama internazionale Stefano Arienti e i soci della cooperativa sociale Società Dolce, allestita in occasione di ArtCity Bologna, dall’1 al 3 febbraio al Centro italiano di documentazione sulla cooperazione e l’economia sociale, in via Mentana 2/a.

«T-ESSERE– spiega il presidente di Società Dolce, Pietro Segata – è un nuovo e ambizioso progetto di contaminazione. Artista e soci hanno utilizzato il puzzle come una tavolozza di forme e cromie differenti, creando opere d’arte dove i tasselli si mescolano tra loro, restituendo un’immagine unica, un’entità unitaria. Proprio come la cooperazione sociale, che nasce dall’azione del singolo, si rafforza nell’attività di molti e diventa supporto a favore di tutti».

L’EVENTO fa parte del progetto “La cooperazione attraverso l’arte”, ideata da Società Dolce, per raccontare cosa significhi essere cooperatori oggi. Un percorso iniziato con Giuseppe Stampone ed Eugenio Tibaldi, due artisti che in modo diverso hanno interpretato l’essenza della cooperazione e oggi alla sua terza edizione con Stefano Arienti, che da una laurea in Agraria è arrivato ad esporre, tra l’altro, alla Biennale di Venezia, alla Biennale di Istanbul, al Museo Reina Sofia di Madrid, al MAMbo, al Museo Nazionale del Bargello di Firenze, al Teatro lirico La Fenice di Venezia, al Museo d’Arte Moderna di Parigi, vincendo anche il primo premio alla XII Quadriennale di Roma.

«OGNUNO dei partecipanti – racconta Arienti – ha scelto e spiegato una foto al gruppo, che l’ha usata come sfondo, per comporre un nuovo strato di forme e colori, attraverso le tessere di un puzzle. Un’opera partecipata, alla continua ricerca tra lucentezza delle tessere e opacità dello sfondo, ben visibile all’occhio dello spettatore».

LE IMMAGINI scelte per comunicatività e significato, costituiscono la base visiva ed emotiva, su cui comporre un ulteriore strato di forme e colori, con tessere accostate secondo criteri personali. Un’azione che rovescia la ricomposizione dell’immagine prestabilita dal gioco del puzzle, conferendo al singolo tassello un nuovo significato nello spazio creativo. Il risultato è arte pittorica e fotografica, in cui gli strati creano un gioco materico di profondità e tonalità, in funzione del punto di vista. Il lavoro si conclude con un gesto di ‘disfacimento’: la natura temporanea della creazione anticipa un necessario cambiamento, che da personale diventa collettivo.

2019-01-24T11:32:05+00:00 Argomento: INTRATTENIMENTO|Speciale |