Da Levante a Ponente una terra sospesa tra il cielo e il mare

Da scoprire in barca, in bici e anche a piedi percorrendo l’Alta Via dei Monti liguri
C’è solo da scegliere cosa vedere e non è facile perché la Liguria è una terra ricca di meraviglie
Da Genova La Superba ai borghi dei pescatori e al Golfo Paradiso dai parchi fino alle Cinque Terre

“Per noi la Liguria è un’isola e ci sentiamo contadini vista mare”, ha detto il cabarettista spezzino Dario Vergassola. Una sintesi estrema quanto ef- icace, concreta e parsimoniosa. In una parola ligure. Uno spicchio di terra “rubato” al mare, una mezzaluna che nel mare si rispecchia, dal mare si difende, con il mare ha imparato a convivere da millenni trovando rifugio tra le rocce. I Liguri in Liguria ci sono da sempre, da quando si chiamava preistoria e loro furono i primi abitanti della penisola italica, qualcosa come 280mila anni fa, I romani faticarono non poco a conquistarla e poi traiggerla con quella via Aurelia che li portò in Gallia: nel 180 a.C. dovettero deportare 47mila Liguri Apuani, irriducibili ribelli, per poi costruire, al suo margine estremo di Levante, una piccola Roma che chiamarono Luni, oggi grande parco archeologico. Una terra che hanno vissuto e raccontato poeti, scrittori e cantautori. Una mèta imperdibile per i turisti in questo ottobre segnato da un’emergenza sanitaria che obbliga l’uomo al distanziamento sociale ma niente può contro un clima tanto mite da prolungare il tempo dei bagni ben oltre l’estate. Da scoprire con ogni mezzo: in barca, magari per cercarne una nuova al Salone nautico di Genova, in auto, in bicicletta e persino a piedi lungo l’Alta Via dei Monti Liguri. C’è solo da scegliere cosa vedere. E non è facile perché la Liguria, tra le più piccole regioni italiane, è come una grande Wunderkammer stracolma di meraviglie: da Genova La Superba ai piccoli borghi dei pescatori, dal Golfo dei Poeti al Golfo Paradiso, un parco nazionale, nove regionali, tre riserve naturali e una nazionale, le aree marine protette delle Cinque Terre e Portoino all’interno del Santuario dei cetacei. Scoprendo la natura o rivivendo la storia, come Nietzsche: “Quando cammino sulle alture di Genova, ci sono momenti in cui avverto bagliori ed emozioni simili a quelle che sentì Colombo, forse negli stessi luoghi, lanciato verso il mare e il futuro”.

UN CONSIGLIO

Lungo la Via dell’Amore la panchina dedicata agli innamorati da Olimpio Galimberti

di Emanuela Rosi

Un intreccio tra terra e mare talmente stretto da togliere il iato. “È la Liguria terra leggiadra” di Eugenio Montale, dove Cardarelli guardava la sera che “lenta e rosata sale su dal mare”. Una regione da navigare, arrampicare, percorrere lungo antiche vie. In poco più di 5mila chilometri quadrati un parco nazionale, 9 regionali, 4 riserve naturali e altrettante aree marine protette per ininiti viaggi da fare in ogni stagione. In Liguria, diceva Calvino, pare d’essere sempre “su un balcone, a acciato a una balaustra”, da dove si vede “ciò che il mondo contiene disporsi alla destra e alla sinistra a diverse distanze, su altri balconi o palchi di teatro… il cui proscenio s’apre sul vuoto, sulla striscia di mare alta contro il cielo attraversato dai venti e dalle nuvole”. Genova al centro, la riviera di Ponente alla sua destra, quella di Levante alla sinistra.
Genova, la città dalle mille anime: Cristoforo Colombo, la Repubblica Marinara, i pittori iamminghi del Rinascimento, quella dei cantautori: de André, Paoli, Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Ivano Fossati e Paolo Conte. Una magia che comincia dai palazzi dei Rolli e arriva all’Acquario e al Porto Antico passando per i carruggi “dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi”. Poi il palazzo Ducale, i parchi, il borgo di Boccadasse, i grandi eventi come il Salone Nautico. Pochi chilometri alle spalle della Superba il profumo dei narcisi selvatici e delle rose della valle Scrivia, la vista mozza iato dalla vetta dell’Antola, ponti romani, badie, castelli.
Lo sguardo si spalanca a ponente sulla riviera dei iori che già nell’Ottocento era meta privilegiata di inglesi e americani. Nella Sanremo del Festival vecchi inglesi, granduchi russi, gente eccentrica e cosmopolita. Ventimiglia e Bordighera conquistano con i giardini botanici di Villa Hanbury, con le caverne dei Balzi Rossi, la chiesetta di Sant’Ampeglio abbarbicata sugli scogli. Punteggiano i proili delle montagne i borghi medievali di Dolceacqua con il Ponte Vecchio e il Castello dei Doria ritratti nei quadri di Claude Monet, Triora, il paese delle streghe, il borgo saraceno di Verezzi con le case in pietra rosa incastonate nella montagna e collegate da vecchie mulattiere.
A levante il ilo di perle si stende ino alla Toscana, oltre la foce del Magra che negli anni Sessanta era un salotto di intellettuali (Montale, Einaudi, Pavese, Fortini…), lì dove la storia hanno cominciato a scriverla i romani con la città di Luni, oggi parco archeologico, e ha continuato Dante con il trattato di pace tra i marchesi Malaspina e il vescovo-conte, tra la la medievale Sarzana e il castello di Castelnuovo. Ma lasciando Genova una delle prime perle è Camogli, villaggio di pescatori con le case dalle facciate a colori pastello. Poi Portoino, un’armonia perfetta di case alte addossate al porticciolo e alla celebre piazzetta. E poi Santa Margherita, patria dei gustosi gamberoni, Rapallo con il castello sulla splendida passeggiata a mare, Zoagli che custodisce la preziosa e antica arte della tessitura. Dove inisce la Città metropolitana comincia la provincia della Spezia con le sue Cinque Terre, patrimonio dell’Unesco. Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore: case colorate incastonate tra i vigneti sui terrazzamenti cesellati dall’uomo nelle scogliere a picco sul mare. Oltre il promontorio di Porto Venere, pittoresco borgo medievale, si spalanca il Golfo dei Poeti, di cui La Spezia è il cuore. All’estremo opposto il borgo marinaro di Lerici, dove soggiornarono Lord Byron e i Shelley.

TOP 5 DELLA LIGURIA

1
UNA SCALINATA
SOSPESA SUL MARE

Solo il rumore del vento e delle onde rompe il silenzio dell’antico borgo Monesteroli aggrappato alla roccia, sospeso sul mare. Si raggiunge in barca o scendendo quasi duemila gradini tra boschi e vigneti

2
IL PRINCIPATO
CHE NON C’È

Seborga ha Principe, Consiglio della Corona, corpo di Guardia, la squadra di calcio nazionale, il Luigino è la sua moneta. E continua a rivendicare l’indipendenza che ancora non ha.

3
SAN FRUTTUOSO E LA MISTICA ABBAZIA

Stretta tra i boschi e il mare azzurro, nel Parco di Portoino, L’abbazia di San Fruttuoso ha attraversato più di mille anni di storia. Nelle sue trifore si rilette il mare che ospita il Cristo degli Abissi.

5
IL SALONE
DELLA NAUTICA

Il mondo della nautica trova anche quest’anno, dall’1 al 6 ottobre, un porto sicuro nel più grande Salone del Mediterraneo: 200mila metri quadrati tra terra e acqua divisi in 5 aree per altrettante passioni.


DA EST A OVEST UNA TERRAZZA VISTA MARE

Ovunque ci si volti in qualunque luogo ci si trovi, l’occhio è attratto dall’infinita bellezza del Tirreno

Gli estremi sono tutti lì, a un passo, una pedalata, un tiro di corda, un tocco d’acceleratore, una folata di vento che gonia le vele. È la Regione degli estremi: i borghi stretti della Liguria antropizzata e gli spazi ininiti dei fondali, giù negli abissi per vedere il Cristo di Portoino, su ino alle vette, poi di nuovo giù volando tra terra e acqua, ancora su arrampicando con la roccia davanti e l’azzurro del mare alle spalle.
Un sali e scendi continuo di emozioni nell’abbraccio talmente stretto fra uomo e natura che si fatica a capire dove inisca l’opera dell’uno e cominci quella dell’altra. Da Levante a Ponente, dalla Toscana alla Francia, schiacciati tra l’Appennino e il mar Tirreno, un susseguirsi di spiagge, scogliere, stradine scoscese, borghi arroccati, valli e vette, senza soluzione di continuità. Da restare senza iato e… non porsi limiti perché qui tutto è possibile. Il mare d’estate è la mèta più scontata, e a ollata. Ma il mare lo si può anche guardare dall’alto: d’inverno sciando a Monesi in provincia d’Imperia, in tutte le stagioni arrampicando a Finale Ligure o sulle pareti del Muzzerone, alle spalle di Porto Venere, in parapendio lanciandosi magari dalle vette alle spalle di Bergeggi per atterrare direttamente sulla spiaggia? E si può venire in Liguria, nel Parco della Val d’Aveto, per osservare l’unico vero branco di cavalli selvaggi esistenti in Italia, o per navigare nel Santuario dei Cetacei per giocare con i delini.
Per gli appassionati di immersioni i fondali del Parco di Portoino sono in cima alla lista: venti punti di immersione diversi per scendere a scoprire un tesoro di biodiversità, dal corallo rosso alle praterie di Posidonia oceanica. Sono mitiche invece per i free climber le pareti di Finale Ligure e del Muzzerone. Non è certo la ine dell’estate a fermarli, anzi: c’è sempre il sole a illuminare appigli e appoggi e far evaporare la fatica di neoiti o esperti che arrampicano sospesi sul mare.
La Liguria dà il meglio di sé anche in montagna, lungo l’Alta Via dei Monti Liguri: un itinerario escursionistico lungo 440 chilometri di sentieri e mulattieri percorribili tutto l’anno che partono da Ventimiglia, al conine con la Francia, arrivano a Ceparana, nella valle del Magra al conine con la Toscana. E mentre cammini all’orizzonte ammiri in contemporanea Corsica e Gorgona, Monviso e Massiccio del Monte Rosa. Camminare in Liguria non è una sola esperienza ma mille: sui sentieri a strapiombo sul mare, a mezza costa, in mezzo ai boschi, sui crinali, sulle passeggiate assolate sempre, all’ombra dei carrugi. Una sola regola: non fermarsi mai, perché dietro ogni angolo può esserci uno scorcio inatteso.

Emanuela Rosi


SANTUARIO CETACEI

La casa delle balene

Sguardo rivolto all’orizzonte, e anche oltre, cercando la sagoma sinuosa di un delino o lo sbu o di un balenottera. Immersi in un silenzio quasi surreale, i motori si spengono e improvvisamente li vedi: giocano seguendo la scia del battello, senti i loro respiri e il fruscio del loro movimento, poi sollevano la coda e si inabissano nel blu. Si chiama Santuario dei Cetacei quel triangolo marino tra le coste di Liguria, Provenza e Corsica, oggi aperto anche ai turisti. Si può fare Whale Watching sia da Imperia che da Genova, e vivere l’esperienza di un avvistamento insieme a un biologo marino. Grazie alla presenza di fosse che raggiungono anche i 1700 metri di profondità, nelle acque liguri vivono otto specie diverse di cetacei.


LA CROCIERA

Porto in porto

Una “crociera” tra la cultura millenaria e la natura straordinaria è la costa ligure per chi viaggia in barca a vela, con decine di marine e porti attrezzati tra cui scegliere per fare tappa lungo un percorso di borghi marinari, coste rocciose, baie, spiagge e riserve naturali. Le barche disponibili a noleggio sulla riviera ligure vanno dai motoryacht ai monoscai a vela, ma anche catamarani, yacht d’epoca e superyacht in numero sempre crescente. La stagione migliore per organizzare una crociera in questa zona va da aprile a ottobre. Un’ottima base di partenza potrebbe essere La Spezia, cuore del Golfo dei Poeti e sede dello storico arsenale militare. E poi, veleggiando (o a motore), si passa di porticciolo in porticciolo ino alla Riviera dei Fiori.


L’ITINERARIO

L’Alta Via dal confine alla Toscana

Migliaia di chilometri di sentieri e mulattiere che collegano le estremità della riviera ligure da Ventimiglia a Ceparana, dal conine francese a quello con la Toscana. Un viaggio tra costa ed entroterra, tra Alpi e Appennini, tra mare e cielo, lungo praterie erbose che solo di rado scendono sotto i mille metri. All’orizzonte da una parte si staglia la sagome della Corsica, dall’altra svettano il Monviso e il Massiccio del Monte Rosa L’Alta Via dei Monti Liguri è l’itinerario perfetto per tutti e in ogni stagione: per chi vuole scoprire gli angoli più nascosti della Liguria, per chi cerca l’avventura, per chi vuole passare un tranquillo week end a contatto con la natura o per la famiglia in gita domenicale. Una grande strada verde dove crinali soleggiati si alternano a boschi ombrosi, dove le nebbie creano a volte strane forme e atmosfere surreali.


LA CICLABILE

Vecchi binari

Una pista ciclabile lunga 24 chilometri che dovrebbero diventare 60. Nasce sul l’ex tracciato costiero a binario unico della vecchia linea ferroviaria Genova-Ventimiglia, nel tratto fra Ospedaletti e San Lorenzo al Mare, dismesso nel 2001 e spostato a monte per il raddoppio. Le gallerie ferroviarie sono state recuperate e illuminate, lungo le due corsie di marcia per le bici, alle quali si a ianca il percorso pedonale, ci sono stati punti di sosta panoramici, alcune stazioni e vecchi ediici collegati sono stati convertiti in punti di ristoro e per il noleggio bici. Una pista unica nel suo genere, che in alcuni tratti porta realmente a contatto col mare (durante le giornate di vento forte e di mareggiata diventa infatti di icile da percorrere) e attraversa zone un tempo rese inaccessibili proprio dalla linea ferroviaria.


SALONE NAUTICO
IL MONDO DEL MARE
SI RITROVA A GENOVA

Dall’1 al 6 ottobre l’appuntamento nel capoluogo ligure con le proposte dei cantieri più prestigiosi del pianeta

di Federico Rota

Sale l’attesa per la sessantesima edizione del Salone Nautico di Genova primo boat show dell’era post-Covid. Organizzata nel pieno rispetto delle misure anticontagio, la sei giorni genovese prende il largo all’insegna di un rinnovato senso di responsabilità sociale, ma anche della volontà e del “saper fare” italiani. Tra gli espositori, disposti su un’area di 200mila metri quadrati quasi interamente all’aperto, è confermata la presenza dei principali cantieri, italiani ed esteri, che hanno partecipato all’edizione dello scorso anno, ma non mancano le novità. Le ammiraglie del Salone Nautico 2020 sono il SD126 di Sanlorenzo (lungo 37,95 metri), mentre per la vela il Mylius 80 di Mylius Yachts, con i suoi 25 metri di lunghezza.
Tra le punte di diamante nel settore delle imbarcazioni a motore, i primi che hanno assicurato la loro partecipazione sono stati Amer Yachts, Arcadia, Azimut Benetti, Bluegame, Boston, Canados, Cayman Yachts Axopar, Fiart, Fijord, Galeon, Gruppo FIPA, Invictus, Menorquin, Pardo, Patrone, Prestige, Princess, Rio Yachts, Rizzardi, Sanlorenzo, Sciallino, Sealine, Sessa Marine, Solaris Power, Sundeck, Sunseeker e VanDutch. Tra le nuove presenze, invece, sono attesi Antonini Navi, Arcadia, Cantiere Franchini, Cetera, Comitti, De Antonio Yachts, Delphia, Evo Yachts, Explorer Yacht Gulf Craft, Fabbrica Italiana Motoscai, Fincantieri, Gruppo Ferretti con la FSD– Ferretti Security Division, Nadir Yachts, Sea Ininity Yachts, Sea Ray, Steeler Yachts e Terranova Yachts. Per quanto riguarda la vela saranno presenti Bavaria, Beneteau, Dehler, Discovery Yacht, Dufour, Elan, Eleva Yachts, Grand Soleil, Hanse, Jeanneau, Kufner, Mylius Yachts, Nautor’s Swan, Salona, Schmidt & Partner, Solaris Yachts e Vismara.
A ollato anche il Catamaran Hub, con presenze di primo piano quali: Bali, Fountaine Pajot, Lagoon, Leopard e Nautitech, così come le Superboat che avranno un’area dedicata. Ad interpretare l’avvio di questo nuovo progetto per un segmento di mercato sempre più di tendenza, sono gli ultimi modelli dei brand Anvera, Magazzù, Pirelli e Sacs. Non mancheranno, inoltre, le imbarcazioni pneumatiche, presenti negli stand BWA, BSC, Capelli, Italboats, Joker Boats, Lomac, Mar.co, Master, MV Marine, Novamarine, Nuova Jolly, Ranieri International, Scanner, Salpa, Selva e Zar Formenti.
Inine, largo spazio troveranno anche i principali player di mercato dei fuoribordo, quali Brunswick Marine, Selva, Suzuki e Yamaha, così come la nutrita e qualiicata presenza delle aziende della componentistica, degli accessori e di quelle dei servizi.


SPONSOR

Partner di prestigio

Il Salone Nautico 2020 si conferma espressione delle eccellenze anche sul fronte degli sponsor: confermati BMW, auto u iciale della manifestazione, e Breitling orologio u iciale, che per l’occasione realizzerà una serie limitata di soli 60 esemplari di un modello della prestigiosa gamma Superocean. Main sponsor sono poi Axpo, Gruppo Banca Carige e Fastweb, mentre sponsor della kermesse è Sara Assicurazioni. La Slam sarà clothing partner dell’evento mentre tra i partner tecnici igurano GiPlanet, Euthalia Fragrances, Eataly e Emance. Partner e sponsor svolgeranno un ruolo attivo nell’ambito della manifestazione, o rendo servizi dedicati non soltanto ai visitatori ma anche agli espositori.


APPUNTAMENTI

Sfide possibili

Il Salone rappresenta anche un momento per fare il punto sulle side del settore con un ricco programma di seminari, tavole rotonde ed eventi. Giovedì 1 ottobre si svolgerà il convegno inaugurale “60 anni di Nautico: un ponte sul futuro”, in programma alle 11 nella Terrazza del Padiglione Blu. A seguire, nel Teatro del Mare, si terrà “Colore, bellezza e innovazione. La rotta dell’eccellenza da Genova a Dubai”, per fare il punto su Expo2020. Proprio a Genova nasce una delle aziende partner tecnico del Commissariato per la partecipazione dell’Italia: il Gruppo Boero, che colorerà il tricolore più grande della storia d’Italia e parte degli interni del Padiglione. Il calendario degli eventi è disponibile sul sito web del Salone Nautico.


LA REGATA

Non solo Millevele

Tra gli appuntamenti del Salone, giovedì 1 ottobre prenderà il via la Genova-Trieste Regatta, organizzata sul portale virtualregatta. com, che unirà idealmente la kermesse genovese con la 52esima edizione della Barcolana, i due grandi eventi che da anni collaborano per di ondere la cultura marinara. Sabato 3 ottobre è prevista la partenza della Millevele, regata organizzata dallo Yacht Club Italiano, con la partnership di Conindustria Nautica. Il 60esimo Salone Nautico farà anche da palcoscenico per la prima partenza u iciale di “Genova The Grand Finale”, la tappa conclusiva del giro del mondo a vela The Ocean Race edizione 2022-23, che sarà presentata al grande pubblico con diversi eventi nel corso della settimana.


VIP LOUNGE

Pronto piano sicurezza per tutti gli ospiti

Anche quest’anno, nonostante la stringente normativa anti-Covid, è stato riconfermato il format “VIP Lounge”, pensato per accogliere ospiti nazionali e internazionali, moltiplicare le occasioni di networking e di business in uno spazio tanto ra inato quanto informale. I partner della VIP Lounge saranno Circle Dynamic Luxury Magazine, Giorgetti, Sandrini, Banci Firenze, Trial, Ars Italica Caviar, Marchesi Antinori, BIG Ciaccio Arte, Arterìa, Embassy Cortina, Chef Vania Trasatti, Verteramo, Chiarella e Betafarma. Partner istituzionali del 60esimo Salone Nautico sono il Ministero degli A ari Esteri e della Cooperazione; ICE-AGENZIA; Comune, Camera di Commercio e The Ocean Race Genova; Regione Liguria.


LA CROCIERA DEL CAPITANO

A bordo del suo leudo barca a vela che un tempo portava le merci nei borghi Roberto Bertonati naviga tra Liguria e Sardegna

di Emanuela Rosi

Il sogno è una piccola lottiglia di leudi, immaginate le caravelle di Colombo, che veleggia nel Mediterraneo. Insieme ai gabbiani, a bordo piccoli gruppi di turisti alla ricerca di emozioni rispettose, non solo delle norme anticontagio per l’estate del Covid, ma soprattutto del mare e delle terre che tra vento e salsedine sono diventate méte. Non più “camion del mare“ carichi di merci, vino formaggio, ardesia, ceramiche, sale, sabbia o “bancarelle galleggianti“ per portare il mercato nei piccoli borghi della costa come succedeva ino a metà del secolo scorso. Allora erano i leudi per mare, si spingevano oltre l’Arcipelago toscano, in Sardegna e ino alla Sicilia, a volte con a bordo intere famiglie che mettevano al sicuro i igli nei barili per salare le acciughe o li legavano all’albero maestro per non farli cadere in acqua. Arrivavano in quasi sulla spiaggia poi alzavano la veletta di prora per impennarsi e a rontare sicuri il mare impetuoso, forgiavano capitani coraggiosi. «Non è una semplice barca, è come un abito che indossi. Tu sei un pezzo di lei e non viceversa. Lavori trecento giorni come uno schiavo per curarla, pulirla, lucidarla, poi basta che lei ti regali due ore di navigazione e sei appagato». Se ascolti il capitano Roberto Bertonati senza guardarlo la dichiarazione d’amore pare un tantino esasperata. Ma, se vai oltre le parole, la passione la vedi mentre «lei» siora il mare con le sue vele latine spiegate come danzasse e lui e il suo «capitano» più che governarla l’accompagna. Lei è la “Zigoela”, ragazzina allegra nel vocabolario spezzino. E’ uno dei leudi rimasti a navigare, una decina tra Liguria e Sardegna, a smarcarsi senza fatica da super e mega yacht che a ollano il porto turistico della Spezia, a destreggiarsi silenziosa fra traghetti e motoscai. Si impone per fascino, non ha bisogno di misurarsi su dimensioni, velocità e tanto meno rumore, con gli “appartamenti galleggianti“, come li chiama il suo capitano Roberto Bertonati. L’ultimo “vip“ a godersi il suo profumo di legno, cuoio e salsedine, in quest’estate da pandemia, è stato Alex Britti. Un bagno nell’acqua limpida delle piccole insenature tra le rocce che si alternano ai porticcioli delle Cinque Terre, fuori dalle rotte di traghetti e treni a ollati, da Portovenere a Lerici, passando lontano dalle “dighe“ di container che hanno preso il posto degli stabilimenti balneari stile liberty dove veniva in vacanza anche il re d’Italia. Quel mare che ha incantato Lord Byron, Percy Bysshe Shelley e sua moglie la romanziera Mary Shelley, George Sand, Charles Dickens, Henry James, Virgina Woolf, David Herbert Lawrence. Oggi “La Zigoela“ aggiunge il suo fascino a quello di luoghi che l’economia militare e quella commerciale non sono riuscite a cancellare. Solo a lei si dedica il capitano Roberto Bertonati da quando ha venduto il suo ristorante a La Spezia: ha portato i suoi vent’anni di esperienza tra i fornelli sul suo leudo, 13 metri e mezzo di legno che accolgono ino a dodici “ospiti”, o rendo loro i gusti tipici della sua terra mentre li accompagna tra le scogliere a strapiombo e le calette dei Parchi di Portovenere e delle Cinque Terre, le spiagge raggiungibili altrimenti solo scendendo lungo ripidi sentieri, e quelle sull’Isola Palmaria.


IL PROFILO

Un marinaio arrivato da lontano

Roberto Bertonati, ogni giorno che il mare lo consente, solca la rotta di un turismo sostenibile, che mantiene la promessa di regalare emozioni, rispettare il territorio e raccontare la sua cultura. Bertonati, padre delle Cinque Terre, è nato nel 1962 a Montevideo in Uruguay dove la famiglia era emigrata. A dieci anni è tornato a vivere alla Spezia. Studi di architettura interrotti, mille lavori, inché si è avvicinato al mondo della vela scoprendo che un suo antenato aveva un leudo con cui caricava sabbia alla foce del Magra e la trasportava nei paesi della costa. Ha fondato e presiede l’associazione Compagnia delle vele latine, con sede alla Spezia, per incentivare il riarmo e la costruzione di scai tradizionali, promuovere lo studio e la divulgazione della cultura marinara.


LA PROTAGONISTA

La Zigoela non s’arrende

Zigoela, una ragazzina vivace, in dialetto spezzino, una donzella come il piccolo pesce del Mediterraneo. Varata nel 1998, costruita in quattro anni dallo straordinario maestro d’ascia livornese Mario Cecchi, senza seguire disegni ma solo esperienza, passione e l’amore per la tradizione. Lunga 13 metri e mezzo, larga 4,20, vela latina, è l’unica di 9 Leudi che ancora naviga nel Mar Ligure. Svolge un’opera di divulgazione e conoscenza del Golfo dei Poeti e delle Cinque Terre coinvolgendo gli ospiti anche nella scoperta dei sapori locali e della cultura dei borghi. Ha conquistato anche Segni, Berlinguer, Mancino, un capo dei servizi segreti. Tra gli ultimi vip che ha “scorazzato” per il Golfo il cantante Alex Britti.


L’IMBARCAZIONE

Vela latina, che fascino

Il leudo è una barca a vela latina utilizzata per il cabotaggio ino agli ultimi decenni nel Novecento nell’area mediterranea. La forma a usolata dello scafo permetteva di essere calata sulla spiaggia come di a rontare il mare aperto. Quella latina è una vela i taglio triangolare il nome deriva probabilmente dall’aggettivo latino, anticamente facile, agevole. Oggi conosce una rinascita in tutto il Mar Mediterraneo e nel 2018 in Francia l’arte di navigare a vela latina, è stata riconosciuta come “patrimonio culturale immateriale”. Oggi una lotta di pochi leudi testimonia il patrimonio marinaro, un tempo ricchissimo, della Liguria. Un esempio di Leudo originale è il “Nuovo aiuto di Dio” del 1924, alato sulla spiaggia di Sestri Levante.


L’ESPERIENZA

A bordo una lezione di vita

Veleggiare la notte sotto un cielo stellato, seguendo le luci dei villaggi, nel silenzio del mare accompagnato dallo sciabordio dell’acqua contro lo scafo. Si può salire a bordo della Zigoela per escursioni giornaliere lungo la costa, aperitivi, cene, per vivere in totale relax la quintessenza della storia della marineria e anche viaggiare con i sensi nelle tradizioni culinarie del territorio. Ma la Zigoela è anche una scuola per bambini e ragazzi, scuola di vita marinara, di educazione ambientale. «A bordo – sottolinea Bertonati – siamo tutti uguali . A terra domina l’arroganza, ti basta un telefono per sentirti padrone del mondo. Ma in mare è lui, il mare, che comanda, c’è ancora solidarietà, rispetto”.