Arte e natura, alla scoperta dei tesori della regione al plurale

Accattivante, piacevole, curiosa: i mesi che portano all’autunno più degli altri accentuano la natura di questa terra. Il mutare continuo dei colori del cielo e dei boschi che ora declinano al rosso rendono le città dell’entroterra e della costa mete ideali per chi va alla ricerca dell’autentica bellezza

di Pierfrancesco Giannangeli

Sì, non c’è proprio dubbio: le Marche sono una regione al plurale. Lo sono nell’intimo della loro natura, perché a ogni volgere di stagione si presentano sempre accattivanti, piacevoli, curiose. Chi ne voglia scoprire gli angoli più conosciuti e quelli più intimi non ha che l’imbarazzo della scelta: ogni stagione ha il suo volto ben deinito, deciso e dolce insieme, espressione di una personalità forte, talvolta nascosta e sorprendente, in armonia serena con i luoghi. Qui lo spazio, e il tempo che da quello spazio è determinato, è scandito dai paesaggi della natura che corrono dai monti ino al mare, passando per la caratteristica più evidente di questo territorio e cioè le multiformi colline. Oppure le città, dalle più grandi ai borghi più piccoli ino a quelli proprio piccolissimi, dove è tutto un susseguirsi di combinazioni di accordi architettonici, da quelli ariosi a quelli in scala.
Le Marche in autunno sono un’esplosione di colori, se solo si osserva il foliage che rende magici alcuni luoghi, capaci di volgere nel breve tempo di qualche settimana dal verde al rosso acceso, ino al giallo oro, producendo atmosfere di sogno in forma di foglia, al pari del mare che acquista un blu intenso, preludio di ciò che sarà in inverno, quando si mescolerà al grigio vivo del periodo. E anche le creazioni umane vivono lo stesso felice destino, sembrando le architetture ancor più luminose, baciate dall’intensa, ma mai accecante, tipica luce del periodo. Così il quotidiano riprende, dopo la pausa dell’estate, nella regione che non ha mai dimenticato la misura umana.


Le Marche d’autunno sono un po’ come le Marche nelle altre stagioni: bellissime, vivaci, piene di sorprese, pur restando elegantemente riservate e dunque mai sfacciate. Insomma, cambiano i colori di questo tutto armonico, ma non la sostanza. E aggiungeteci che, siccome l’arietta comincia a sollevarsi in settembre e quindi ci si siede a tavola volentieri poiché l’appetito viene stuzzicato dal clima, le piacevolezze culinarie non mancano.
Per chi è interessato a monumenti e luoghi architettonici, ci sono mete imprescindibili, in un itinerario che coinvolge la regione da settentrione a meridione. C’è il palazzo Ducale di Urbino, una vera e propria esaltazione delle forme al cui interno è conservato un altro tesoro, la Galleria nazionale delle Marche e i suoi capolavori del Rinascimento. Ecco poi il Palazzo dei Priori a Fermo con l’a accio sulla sua splendida piazza, lo Sferisterio a Macerata, dove la celebre stagione lirica sarà pure inita da un mese ma rimane l’originalità della costruzione, palazzo Leopardi a Recanati, che contiene l’ininita storia di chi lo visse e il respiro della grande letteratura, la ra inatezza di piazza del Popolo ad Ascoli, non a caso nota ormai da sempre come il “salotto” della regione. Per chi ama la natura, oltre alla magniicenza delle grotte di Frasassi, si aprono itinerari per tutti i gusti, dal Montefeltro alla riviera del Conero, ino ai monti Sibillini con i loro rilessi azzurri e le storie leggendarie che accompagnano praticamente ogni scorcio. Forse l’autunno è il periodo climatico migliore per una passeggiata in questi luoghi incantati. Per chi preferisce gli insediamenti umani, invece, non resta che chiudere gli occhi e puntare il dito a caso sulla cartina: troverà sempre una città o un borgo capace di sorprenderlo.
L’arte nelle Marche, poi, o re un continuo di occasioni, in questo periodo impreziosito dall’onda delle celebrazioni nella sua città per i cinquecento anni dalla morte del sommo urbinate Ra aello, ma da queste parti l’attenzione al contemporaneo è sempre viva, come testimoniano, tra gli altri, gli appuntamenti con Osvaldo Licini a Monte Vidon Corrado e le foto di Mario Giacomelli a Senigallia, oltre ai magniici esempi di street art newyorkese di Keith Haring a Osimo.
A tavola, orsù, è tempo di sedersi. In una regione dove agricoltura e pesca sono attività storicamente importanti, la qualità delle materie prime è garantita. Prosciutto, salumi (anche originali, come il ciauscolo) e formaggi, dai freschi agli stagionati, aprono degnamente un’esaltazione dei sensi che può proseguire con una pasta fatta a mano, per esempio i sovrani cappelletti, gli agguerriti competitor dei tortellini emiliani, oppure i prelibati maccheroncini di Campoilone. Per chi preferisce la carne, c’è poi la varietà di o erta di vitello, maiale e agnello. Per gli amanti del pesce ci sono i brodetti, diversi ma sempre buonissimi a seconda dei luoghi. E come dimenticare le varietà di tartu i? Per quanto riguarda i dolci ogni zona ha i suoi, così come i vini, dai bianchi ai rossi ogni sorso è una delizia.
Pierfrancesco Giannangeli


PEDALANDO PER LE STRADE DEL PARCO

La strada Panoramica che va da Pesaro a Gabicce arrampicandosi sul colle
San Bartolo è uno tra gli itinerari più amati da ciclisti ed escursionisti

di Elisabetta Ferri

Quante volte i ciclisti hanno sognato una strada tutta per loro, così da poter pedalare ianco a ianco in salita e poi lanciarsi in picchiata in discesa, senza i timori legati alla presenza delle auto? A Pesaro c’è. Perchè la strada chiamata conidenzialmente “Panoramica” che sale lungo il colle San Bartolo per 23 km, terminando a Gabicce Mare, la domenica è chiusa al tra ico dalle 6 alle 12. Un paradiso per chi ama la bicicletta da corsa. Ma non solo. Questa riserva naturale, oltre ad essere un luogo meraviglioso, è un vero parco dei divertimenti per chi preferisce la mountain-bike, grazie ad una rete di piccoli sentieri immersi nella natura, che sbucano su panorami mozzaiato. Non dimenticando la possibilità delle e-bike, le bici elettriche che stanno spopolando perché regalano sensazioni fantastiche anche a chi non è allenato e certe salite non riuscirebbe ad a rontarle facendo a idamento solo sulle sue gambe. Chi vuol essere accompagnato da un esperto della zona può rivolgersi alle guide u iciali della Regione Marche che procurano anche un mezzo per chi non lo avesse al seguito (Asd We Bike Marche, 340-4671804 o 349- 2984659).
A chi invece ama fare trekking, il Parco naturale del San Bartolo o re scenari di stupefacente bellezza, con il giallo delle ginestre che lungo i percorsi escursionistici – ce ne sono ben 22 – contrasta con l’azzurro del mare ed il verde circostante. Da non perdere una sosta sul Tetto del Mondo, un ‘must’ per scattare la foto perfetta. Un ritmo lento, che lungo il cammino consente anche di attraversare borghi stupendi come Fiorenzuola di Focara e Casteldimezzo, o magari scendere ino al mare per un bagno rigenerante (www.parcosanbartolo. it/sentieri/).
Nonostante sia sempre più la città della bicicletta, a Pesaro le due ruote che rombano sono di casa: anche Valentino Rossi amava fare le pieghe sulla ‘Pano’ e quindi, una volta scoccato il mezzogiorno del dì di festa, pure le moto saranno ammesse in questo paradiso e i centauri potranno a rontare le sue a ascinanti curve, gustandosi un paesaggio che riempie l’anima, oltre che gli occhi (www.terrapilotimotori. com).


CUPRAMONTANA

All’eremo dei frati

L’Eremo dei Frati Bianchi è un luogo che sembra uscito dalle iabe. Non lontano da Cupramontana (in provincia di Ancona), risale ai primi anni dell’XI secolo e si può raggiungere a piedi seguendo le indicazioni che dal paese conducono verso una ripida discesa. Una passeggiata agevole, nonostanta la salita di circa un km, che si può fare anche con i passeggini: conduce ad uno spazio ampio e pianeggiante dove magia e mistero, pace ed un silenzio unico ripagheranno della fatica. Naturalmente ci si può arrivare anche sulle due ruote.


PIORACO

Tra mostri e folletti

Una delle attrazioni più curiose della provincia di Macerata si trova a Pioraco: qui le acque del iume Potenza, nel corso del tempo, hanno creato una serie di cascate, gorghi e forre. Il sentiero de “Li Vurgacci” si snoda fra passerelle di legno, scalette in pietra e camminamenti in terra battuta che permettono di attraversare il iume ammirando le sculture create nella roccia da Antonio Ciccarelli, simpatici mostri che piaceranno tantissimo ai bambini. Nelle vicinanze il bosco incantato di Sefro.


FERMO

Sulle tracce della vecchia ferrovia

In provincia di Fermo un bel percorso, da intraprendere sia a piedi che in mountain-bike, segue le tracce della vecchia ferrovia (dismessa nel ‘56) e porta sino al Lago di San Ru ino. La vecchia stazione capolinea sta a valle dell’abitato di Amandola. S’imbocca, ancora fra le case, l’intuibile tracciato e s’incrocia la strada 210, da cui si farà ritorno. La linea s’inoltra nella valle del Tenna: mantenendo la direzione per Caccianebbia si arriva al ponte sul torrente da dove partono i sentieri per l’oasi naturale.


ASCOLI PICENO

Casa Sibilla

Gli escursionisti che approdano in provincia di Ascoli Piceno non possono rinunciare al percorso che li porterà su quella che è considerata la montagna magica dei Sibillini: la vetta del Monte Sibilla (2.173 mt.) evoca fantastiche leggende legate alla sua grotta così inaccessibile e avvolta di mistero, legata al mito della profetessa condannata a vivere sul monte a causa della sua superbia. Il sentiero si sviluppa per 12 km partendo dal Rifugio della Sibilla: richiede circa 4 ore e mezza di cammino.


NON SOLO URBINO CELEBRA RAFFAELLO

A cinquecento anni dalla morte nella città natale e in tutte le Marche una serie di mostre dedicata all’artista e ad altri protagonisti del Rinascimento

di Lorella Bolelli

La grande stagione del Rinascimento inaugurata a Firenze dai Medici trova nelle Marche, in particolare nel Montefeltro che s’incunea tra Toscana e Romagna, il terreno di coltura più fertile. Le corti feudali diventarono ospitali atelier per nomi come Piero Della Francesca, Paolo Uccello, Francesco di Giorgio Martini, Bramante, Tiziano, Lorenzo Lotto. E, per un prodotto pregiato di questa terra come l’urbinate iglio d’arte Ra aello (il padre Giovanni Santi era poeta e pittore di corte) questo 2020 è l’anno delle celebrazioni per i 500 anni dalla sua morte, avvenuta quando aveva solo 37 anni.
Mostre ed eventi percorrono l’intera regione anche se il fulcro è, giocoforza, Urbino, la città natale dove si trova ed è visitabile anche la casa che custodisce, oltre a un’Annunciazione del padre, anche due opere di Ra aello: la Madonna della Seggiola e la Visione di Ezechiele mentre attende ancora una paternità sicura l’a resco Madonna col Bambino collocata proprio nella stanza che lo vide aprire gli occhi sul mondo. Ma è nel vicino Palazzo Ducale che sono concentrate le mostre allestite per l’occasione. Fino al primo novembre nelle sale del Castellare ‘Baldassarre Castiglione e Ra aello. Volti e momenti di corte’ racconta l’autore del ‘Cortegiano’ attraverso le lettere che scambiava con l’intellighenzia e i potenti del tempo. Alla Galleria Nazionale delle Marche è in corso ino al 27 settembre “Raphael Ware. I colori del Rinascimento” con 147 esemplari di ra inata maiolica. Spostandosi al Collegio Ra aello,sempre, ino al primo novembre “Ra aello Una mostra impossibile” con 45 suoi dipinti ridotti in scala 1:1 per dar modo al visitatore di vedere in un solo luogo opere disseminate in 17 Paesi.
Ma, come detto, è l’intera regione a partecipare all’omaggio. Il Museo Pontiicio della Santa Casa di Loreto presenterà “La Madonna del velo o Madonna di Loreto di Ra aello. Storia avventurosa e successo di un’opera“ mentre a Jesi (Musei Civici di Palazzo Pianetti) andrà in scena “Ra aello e Angelo Colocci. Bellezza e scienza nella costruzione del mito della Roma antica”. E proprio qui tra gli a reschi e gli stucchi della Pinacoteca può iniziare anche un itinerario dedicato a un altro dei protagonisti del Rinascimento marchigiano, Lorenzo Lotto, del quale sono conservate la Deposizione e la Visitazione. Altre perle di mano lottesca si trovano a Cingoli, Ancona, Loreto, Recanati, Monte San Giusto e Mogliano.
Il trionfo dell’arte igurativa quattrocentesca si concentra però nella igura di Carlo Crivelli, le cui testimonianze sono disseminate tra Palazzo Buonaccorsi a Macerata, la Pinacoteca parrocchiale di Corridonia, Monteiore dell’Aso, Monte San Martino dove lavorò con il fratello Vittore, Massa Fermana dov’è custodita la prima testimonianza del suo passaggio nella regione (l’artista è veneto di nascita), Ascoli Piceno, Ancona.


PESARO

Noi, la mostra

Fino all’11 ottobre le sedi espositive dei Musei Civici di Palazzo Mosca e del Museo Nazionale Rossini a Pesaro ospitano la mostra “Noi. Non erano solo canzonette” che prende in esame i 25 anni dal 1958 al 1982 che hanno rivoluzionato il nostro Paese. Il punto di vista dello storytelling è quello della musica che ha saputo descrivere clima ed emozioni di quel periodo cruciale (per informazioni biglietteria dei musei civici 0721 387541 e del museo Rossini 07211922156).


SAN BENEDETTO DEL TRONTO

Uno zoo plastico

Il collettivo Cracking Art anima ino al 2 novembre la città di San Benedetto del Tronto con un’iniziativa en plein air che la rende habitat di una trentina di creature in plastica rigenerata: suricati, elefanti, cani, gatti, conigli e la chiocciola (loro celebre emblema) trovano posto in angoli suggestivi ed evocativi che ammantano di atmosfera iabesca l’intera località rivierasca.


MONDOLFO, OSIMO, SENIGALLIA

Giacomelli e Keith Haring tra scatti e graffiti

In tempi di Covid anche il Synesthesia Festival di Mondolfo ha ripensato i suoi contenuti organizzando l’edizione monograica “Galleria senza so itto” il cui cuore sono gli scatti di Mario Giacomelli, stampati in grandi dimensioni e trasformati in installazioni site speciic che si alternano con opere di Street art. Street Art che è pure protagonista a Palazzo Campana di Osimo con la personale (ino al 10 gennaio) di Keith Haring. In questo intreccio di suggestioni a cavallo tra le due province, rientra anche la mostra “Sguardi del Novecento” che ino al 27 settembre propone al Palazzo del Duca e al Palazzetto Baviera di Senigallia 20 foto di Giacomelli in dialogo con 90 scatti di grandi fotograi coevi, da Doisneau a Berengo Gardin, da Cartier- Bresson a Nino Migliori.


FERMO

I paesaggi di Licini

Fino all’8 dicembre Monte Vidon Corrado (Fermo) ospita “La regione delle madri. I paesaggi di Osvaldo Licini” che espone circa 60 olii e 20 disegni a testimonianza sia della fase igurativa che di quella astratta degli anni Trenta. E la visione di queste opere può essere uno stimolo per spingersi poi a vedere dal vivo gli scenari ra igurati, tra cui i leopardiani Monti azzurri. Occasione per conoscere anche la locale Via dei Polittici lasciati tra Belforte del Chienti, Serrapetrona e Monte San Martino dai fratelli Crivelli, da Giovanni Boccati e Lorenzo D’Alessandro.