Oltre all’immagine di regione ‘verde’ evidenza ben radicata e motivata questa terra è anche molto altro essendo sinonimo di una spiritualità che si avverte nella bellezza dei luoghi dove tanti santi, a partire da Francesco, hanno iniziato il loro cammino senza contare gli artisti che nei secoli l’hanno celebrata nelle loro opere

Chi pensa che l’Umbria sia solo ’verde’ sbaglia di grosso. Sono tanti i colori di questa ’terra di mezzo’ che si può attraversare in bicicletta ma anche guardare dal cielo volando col deltaplano, che si può ’navigare’ sul placido lago Trasimeno o più avventurosamente facendo rafting sul iume Nera, vi si può camminare nei suggestivi centri delle città storiche o nelle viuzze abbarbicate di antichi borghi, si può passeggiare in sentieri suggestivi. E si può rimanere a ascinati dal ’salto’ d’acqua della Cascata delle Marmore o dalla miniatura di una ’piccola Venezia’ incastonata nel verde come il borgo di Rasiglia, o dalle Fonti del Clitunno di Campello, cantate anche dal Carducci. E in un perenne oscillare tra sacro e profano l’Umbria è anche sinonimo di spiritualità: è pur sempre la terra di San Francesco d’Assisi, di San Benedetto Patrono di Norcia e d’Europa, di Santa Rita da Cascia o Santa Angela da Foligno. Ma è anche la terra delle città d’arte,come Perugia, Assisi (la Basilica superiore accoglie il ciclo di a reschi di Giotto), Spoleto, Todi, Orvieto ma anche una miriade di centri minori, scrigno di bellezze antiche: basti pensare alla villa dei mosaici di Spello o al Museo di San Francesco a Montefalco (la terra del vino Sagrantino), con gli a reschi di Benozzo Gozzoli.
E chi ama essere preso per la gola trova pane per i suoi denti. Le specialità umbre si chiamano olio, vino, lenticchie, salumi e poi ci sono i tartui ma anche le cipolle di Cannara o il sedano nero di Trevi. In Umbria poi c’è un modo particolare di declinare la storia, quello delle rievocazioni in costume: è il caso della seicentesca Giostra della Quintana di Foligno o della Corsa all’Anello di Narni o del medievale mercato delle Gaite, a Bevagna o del Calendimaggio di Assisi. E c’è lospettacolo unico dei Ceri di Gubbio, dove fede e tradizione si fondono. Ovviamente quest’anno l’emergenza pandemia ha modiicato molte cose ma non ha tolto agli umbri la voglia di accogliere i turisti e, con gli opportuni adattamenti, le braccia della regione restano aperte ai visitatori.


UN CONSIGLIO

A Orvieto imperdibile visita al Pozzo di San Patrizio ardita opera del 1527 che garantiva acqua alla città

C’è un’unica domanda a cui l’Umbria non sa rispondere in termini turistici, quella del mare, ma si è ’attrezzata’ anche per questo e dopo il raddoppio della ’’77 Val di Chienti’’ a 4 corsie, che ha accorciato le distanze, le spiagge se le fa ’prestare’ dalle vicine Marche. Per il resto nello scrigno verde della terra di San Francesco c’è davvero di tutto e, fosse possibile, più di tanto. Arte, cultura, enogastronomia, natura, rievocazioni storiche, festival (dal perugino Umbria Jazz al Festival dei Due Mondi di Spoleto, da Todi Festival a Suoni Controvento, ino al Festival delle Nazioni di Città di Castello): non manca nulla, c’è persino il festival della pasta, ’I Primi d’Italia’, a Foligno. Cominciamo dai laghi, in primis il Trasimeno, nel Perugino, con i bellissimi scorci dell’isola Maggiore e i suoi tramonti romantici, ma c’è anche il lago di Piediluco, sul versante ternano, che o re anche la meraviglia della Cascata delle Marmore. E si gioca facile parlando di Assisi, la città di San Francesco, una tappa obbligata, conosciuta in tutto il mondo, con la sua basilica, la sua spiritualità e – a dicembre – i suoi presepi.
Il capoluogo, Perugia, o re un centro storico bellissimo; il Palazzo dei Priori, di epoca medievale, è sede di un’importante raccolta di opere dell’arte umbra a partire dal XIII secolo, ma ci sono anche la cattedrale gotica, la Fontana Maggiore e l’Arco Etrusco. E non si può non citare Orvieto, col suo straordinario Duomo e il pozzo di San Patrizio, ma anche Todi, Gubbio, Foligno con Palazzo Trinci e, per andare all’arte moderna, con la ’Calamita cosmica’ di Gino De Dominicis in esposizione. I parchi naturali e i percorsi nel verde per bici o trekking, per chi vuole anche a cavallo, o rono un altro punto di vista ecosostenibile. In bici si può andare sulle sponde del Trasimeno o sulle colline di Gualdo Tadino, e per i più arditi c’è un itinerario in mtb tra Gubbio, la città dei Ceri, e il monte di Sant’Ubaldo, di alta di icoltà ma di grande fascino. E si può arrivare sul monte Cucco o alle rovine romane di Carsulae. Gli itinerari in bicicletta si possono a rontare anche con lo spirito del pellegrino, da Nord a Sud dell’Umbria, per pedalare nel verde toccando i luoghi francescani più signiicativi. I più spericolati amano sorvolare la Valnerina in parapendio lanciandosi da Castelluccio di Norcia, che caparbiamente ha tentato di riprendere questa pratica anche dopo il sisma del 2016 ed è tornata – proprio in questo periodo- ad o rire ai turisti le sue meraviglie, come la ’Fioritura’ del Pian Grande, uno spettacolo di iori e colori unico, che richiama migliaia di visitatori in uno scenario di straordinaria bellezza. E restando a Norcia, alle prese con le ferite del sisma ma resiliente come non mai, una tappa nelle botteghe e nei ristoranti ricavati nei container post-sisma permette ancora di degustare tartui, legumi, formaggi e salumi di gran qualità, come il rinomato prosciutto. Nel Folignate c’è una chicca che negli ultimi anni si è guadagnata il nome di ’piccola Venezia, è Rasiglia, il borghetto delle acque. A Deruta le maioliche sono un’arte antica che è anche l’ossatura dell’economia locale e un giro tra fabbriche e botteghe impone il souvenir. Parlando di vini doveroso citare Montefalco, col suo celebrato Sagrantino, e poi Torgiano, Bettona e Spello. Ma le cantine in Umbria sono ’aperte’ e hanno creato negli anni un circuito di degustazioni che, Covid permettendo, continuerà ad o rire esperienze, talvolta anche direttamente in vigna, da non perdere.


TOP 5 DELL’UMBRIA

1
FONTANA
MAGGIORE

Nel cuore di Perugia c’è la Fontana Maggiore, al centro di piazza IV Novembre, dove si a accia anche la cattedrale gotica: i bassorilievi della Fontana ra igurano anche scene della Bibbia. In centro anche il Palazzo dei Priori.

2
AFFASCINANTE
CASTELLO

Il Castello Bufalini di San Giustino, nell’Alta Valle del Tevere, è nato come fortezza militare alla ine del XV secolo: questa bellissima struttura oggi fa parte del Polo Museale dell’Umbria.

3
LA TERRA DI SAN FRANCESCO

Visitare Assisi è un passaggio ineludibile se si vuole conoscere l’Umbria, città famosa nel mondo e terra natale di San Francesco: scorci dove arte, storia, natura e spiritualità si fondono.

4
NATURA
DA GUSTARE

Norcia e il suo circondario, in Valnerina, dopo il terremoto del 2016, resiste alle avversità e continua a proporre ai visitatori le sue specialità: lenticchie e farro, prosciutto e salumi dei rinomati norcini, ricotta salata.

5
GIOSTRA STORICA

A Foligno la Giostra della Quintana, tenzone cavalleresca che si rifà ad una seicentesca sida, ripropone l’evento – con nuove date e modalità compatibili alle normative anti-Covid – e invita gli spettatori per il 29 agosto e per il 20 settembre