In assoluto è la regione d’Italia più visitata e Venezia contribuisce a questo primato e si può affermare che tutto ruota intorno a quella che fu la Serenissima Repubblica. Ma aldilà delle infinite e ben note bellezze vi sono altre zone come quella del Delta del Po che si prestano a un turismo lontano dal caos

Poche aree della Penisola possono vantare una molteplicità geogra- ica più marcata del Veneto, terra che corre dalle vette del Cadore alle valli (che qui sta per: depressioni invase da acque poco profonde, conseguenza delle esondazioni dei iumi ) polesane. Per contrasto, a questa varietà ambientale corrisponde una certa omogeneità culturale che si rende esplicita nell’architettura e nella lingua. Bisogna ammettere che anche le usanze gastronomiche, benché caratterizzate da inevitabili di erenze, si fondino su una base comune: la galassia di piatti locali si riconosce nell’essenza della cucina veneta.
Merito, se così si può dire, della presenza uni- icante di un antico Stato marinaro, la Serenissima Repubblica di Venezia. Così non v’è dubbio che il Veneto sia la Terraferma di Venezia. Nella sua sconinata diversità isica, il Veneto è la regione d’Italia più visitata dai turisti. Certo: contribuisce a questo primato, di nuovo, il capoluogo. Non senza il concorso delle città d’arte come Verona o Padova e delle stazioni di soggiorno termali, montane e rivierasche, anche lacustri.
E i Patrimoni dell’umanità insigniti dall’Unesco come le Dolomiti, le Colline del Prosecco, le Ville progettate da Andrea Palladio. In questo scenario vi sono tuttavia località e intere zone della regione che sono rimaste sinora ignorate dalle orde del turismo di massa. Alcuni Parchi regionali come quello della Lessinia, del Fiume Sile e soprattutto del Delta del Po con tutta l’area del Polesine possono o rire nell’attualità proposte per un turismo legato ai ritmi della natura, della scoperta artistica cosiddetta minore, della proposta gastronomica genuina. Un turismo su misura, sobrio ma proprio per questo… aristocratico.


UN CONSIGLIO

Barche elettriche o taxi privati per esplorare le aree lagunari

Venezia si impone al mondo per la sua unicità. Ma il Veneto può esaudire ogni tipo di turismo, culturale o alla ricerca di spunti naturalistici, nelle cittadine fuori dalle rotte più popolari. 10 tappe su tutte. Partendo dal centro più minuscolo, Cibiana di Cadore, conosciuto come Paese dei murales e al centro di vette dolomitiche di oltre 3000 metri, che richiamano esperti scalatori ma anche escursionisti meno abituati alle side. L’idea in più per andarci è l’acquisto di scialli in lana e le pantofole di corda e velluto. Città d’arte è l’appellativo con cui viene identiicata Feltre. Colpiscono il rinascimentale fascino delle dimore e dei portici a rescati. Punto di partenza per escursioni in montagna è il vicino Passo di Croce d’Aune. I palazzi, i loggiati, le piazzette e le antiche mura che racchiudono il centro storico, fanno di Asolo una sorta di museo a cielo aperto. Anche Giosuè Carducci rimase tanto colpito dalla posizione in cima alla collina da deinirla cittadina “Città dei cento orizzonti”. Il particolare clima mediterraneo arricchisce il paesaggio con cipressi e ulivi.
Caorle è una delle stazioni balneari più gettonate del Veneto. Ma tutto l’anno la suggestione prosegue sugli scogli del santuario della Madonna dell’Angelo o scoprendo i segreti del Museo Nazionale di Archeologia del Mare. I percorsi all’aria aperta verso la laguna e la campagna partono dalla ciclostazione di Ca’ Corniani. Si scrive Marostica, si legge scacchi. L’attrazione più nota del borgo è senz’altro la gigantesca scacchiera che decora la pavimentazione di Piazza Castello e che si anima a settembre ad anni alterni con pedine umane (nel 2020 dall’11 al 13).
La tappa ad Arquà Petrarca è un appuntamento con l’arte e la cultura: consente di visitare la casa del Poeta e i borghi del Parco regionale dei Colli euganei, ricchi di antiche ville nobiliari. Occasione per programmare anche dei giorni di relax presso il comprensorio delle Terme euganee. Le mura di Montagnana calano il visitatore in pieno medioevo, le 24 torri ampliicano il senso di prestigio e autorevolezza della cittadina. E l’assaggio del Prosciutto Veneto Berico-Euganeo DOP è indispensabile complemento alla visita che termina fuori dalle mura, alla palladiana Villa Pisani. Badia Polesine sembra invece pensata nei primi anni del Novecento: lo stile liberty di Villa Turchetti, Casa Mattesco e il cosiddetto Mercato coperto richiamano l’interesse di chi ama l’architettura interpretata secondo questo inconfondibile stile.
Valeggio sul Mincio è un delizioso municipio sulle colline moreniche a sud del lago di Garda. Ai 60 ettari di verde del Parco Sigurtà replica la itta rete di piste ciclabili per un turismo all’aria aperta. E un diadema, Borghetto, contrada sulle rapide del Mincio, intatta da 800 anni. Sarebbe su iciente la Pieve romanica (e l’attiguo parco archeologico) per richiamare di San Giorgio di Valpolicella l’attenzione del turista alla ricerca della grande bellezza veneta. Ma lo sguardo che si allunga sulle colline vitate e la quiete del borgo suggellano l’armonia di questa terra di Venezia.

Riccardo Lagorio


TOP 5 DEL VENETO

1
CONSEGLIANO
E LA MONTAGNA

La montagna raccontata nelle sale di Palazzo Sarcinelli attraverso cartograie, volumi e opere di autori che partono da metà Ottocento. La mostra è visibile ino all’8 dicembre.

2
L’ALTOPIANO
DI ASIAGO

Escursioni per tutte le età sui sentieri della Grande guerra, mountain bike nei boschi o lungo le vie della transumanza, che svelano i segreti del formaggio

3
ROVIGORACCONTA

Dal 28 al 30 agosto il Festival culturale che porta a viaggiare nel mondo delle idee e delle opinioni grazie a libri e musica, giornalisti e artisti. rovigoracconta.it

4
L’ARTE DEL PRESEPIO

L’appuntamento di Lendinara, in Polesine, è di quelli che si attendono per un anno intero con 450 interpretazioni di presepio. La mostra apre a novembre lastradadeipresepi.it.

5
IL PANIERE
DI VITTORIO VENETO

Oggi a Vittorio Veneto la sesta edizione di Rive divine, un percorso per piccoli gruppi guidati da esperti alla scoperta di aziende e prodotti del territorio turismovittorioveneto.it.


IN BATTELLO LE TERRE SUI FIUMI

Per le houseboat non serve la patente nautica e la vacanza può durare uno o più giorni
Da Porto Levante o da Padova per andare lungo il Brenta

di Riccardo Lagorio

Che si tratti di un’intera vacanza o un solo giorno di svago, ammirare la terra dai iumi è una scelta naturale che o re la possibilità di scoprire l’ambiente circostante in piena libertà, evitando assembramenti.In houseboat, che non richiede patente nautica, si può partire da Porto Levante raggiungendo il faro di punta Maistra. Proseguendo la navigazione sottocosta si guadagna la spiaggia Scano Boa, abitata solo da uccelli. Oppure ci si inila lungo il Po della Pila: la valle Batteria è il miglior regalo che si possa pensare per un fotografo che ama la natura. Se si raggiunge l’imboccatura del Po di Goro si è accolti da aironi e gabbiani prima di prendere terra a Ca’ Vendramin e, risalendo il iume, San Basilio dove le dune fossili segnalano un’antica linea di costa. Chi ha più tempo raggiunge la biforcazione del Po a Santa Maria in Punta. Il tetto della chiesa, a travature scoperte, ricorda la carena di un’imbarcazione.
I battelli incarnano il servizio di linea gran turismo lungo il Brenta come fecero i burchielli per 4 secoli (battellidelbrenta.it). Da Padova la prima fermata può essere Noventa Padovana e lasciato il canale Piovego si raggiunge Strà con Villa Pisani a tenere alta l’attenzione grazie alle sculture che abbelliscono la facciata e gli interni a rescati da Tiepolo. Tra Dolo e Mira si concentrano molte delle ville più conosciute: Badoer, Tron-Mioni e Selvatico- Granata, detta “La bomboniera”. A Villa Corner si consumavano i fastosi ricevimenti della ricca famiglia commerciante di zucchero. Villa Foscari, La Malcontenta, capolavoro di Andrea Palladio, si specchia nel iume tra i salici del parco prima di giungere al marmoreo scenario di San Marco.
Anche un tratto del Bacchiglione, la via d’acqua tra Padova e Vicenza, è navigabile. Canoisti e vogatori arrivano con facilità a Tencarola, porto che serviva alla raccolta di pietrame dai Colli Euganei. Poi il percorso diventa tortuoso, tra rive di salici e pioppi. A Selvazzano Dentro, che si raggiunge con una breve passeggiata, le logge a rescate di Villa Emo Capodilista sono un’interessante attrattiva. A Cervarese Santa Croce merita visita il Museo del Bacchiglione, che conserva piroghe di epoca tardo romana e ceramiche medievali rinvenute nel corso d’acqua.


IL SILE

Autostrada d’acqua

Anche il Sile si percorre in battello. La partenza dalla città della Marca avviene alla banchina di cemento accanto al Ponte della Gobba, nel centro della città. Attracco a Casier, che si visita per il Museo dei burci, le imponenti imbarcazioni che solcavano le acqua sino ai primi anni Settanta. L’autentica attrazione di Casale sul Sile sono le ville venete. Si sfocia nell’Adriatico tra il Lido di Jesolo e Cavallino. Da qui si naviga in Laguna (unii.org).


LA GENESI

Ville venete

Nell’aprile 1345 la Repubblica di Venezia abrogava la legge che ino ad allora aveva proibito ai cittadini della Serenissima l’acquisto di terreni sulla terraferma. Sorse il problema di controllare da vicino le nuove proprietà e nacque il fenomeno della “villeggiatura”: si costruirono le ville azienda per chi avesse interessi in agricoltura, le ville raggia come ediicio di rappresentanza e sede di feste, e le ville tempio da parte di artisti e intellettuali. Le 2000 ville esistenti attestano lo spirito del tempo.


RIVIERA EUGANEA

Petrarca in burchiello

Si racconta che Francesco Petrarca amasse comporre le sue rime percorrendo in burchiello il naviglio della Riviera Euganea. Le targhe poste all’interno del Parco letterario sui Colli Euganei riportano pensieri o stralci di opere di scrittori che hanno raccontato questi luoghi cari al Poeta. Introducono ambienti, abbazie, castelli, ville e argomentazioni di cultura materiale. 12 i Comuni coinvolti e 17 i grandi della letteratura, da Ludovico Ariosto a Andrea Zanzotto.


DA PADOVA

Braccia e cavalli

Il Canale del Brenta era il maggior corso d’acqua a collegare Venezia con Padova. Una strada liquida alla moda, luogo di delizia e prolungamento ideale del Canal Grande di Venezia. Quando l’aristocrazia si spostava per la “villeggiatura” partendo da Venezia si poteva assistere a un viavai di burchielli, le comode imbarcazioni che risalivano il canale. Da San Marco a Fusina la forza motrice era quella delle braccia umane; da qui in avanti erano i cavalli a condurre i natanti lungo la Riviera.


NOVENTA PADOVANA

Via fluviale

Noventa Padovana è l’antico porto luviale di Padova. Vi si fermavano le barche mentre i passeggeri e le merci arrivavano a Padova su carri. Ha perso il suo ruolo con l’apertura del Canale del Piovego che permetteva di arrivare ino al capoluogo. Rimane impronta di quel passato nella Villa Giovanelli, costruita a ine Seicento. Ricorda aspetti palladiani con aggiunte architettoniche innovatrici come le alte colonne corinzie. Ne completa l’imponente scenograia la maestosa scalinata aggiunta da Giorgio Massari nel 1738.


DA ADRIA AL DELTA DEL PO

Un fitto dedalo di canali ai cui margini sentieri percorribili in bici o zaino in spalla arrivano dove il fiume si tuffa nel mare

Ha dato nome al mare antistante, punto d’incontro degli scambi tra nord Europa, mondo etrusco ed ellenistico. Adria è l’ideale punto di partenza per conoscere il Delta nella maniera più ecologica e sicura possibile, in bicicletta o zaino in spalla, partendo proprio dal Museo Archeologico Nazionale. La storia continua con l’epopea della boniica di queste terre nell’ediicio che ospita un’idrovora dell’Ottocento, a Septem maria, le Sette paludi che, Plinio testimone, circondavano Adria. Centro satellite è Loreo, che si raggiunge lungo il Canal Bianco con una facile pedalata. L’impronta veneziana si stampa nelle riviere, nei portici e nelle calli che corrono verso piazza Longhena. La pianura totale tra il iume Adige e i rami del Po è interrotta dai canali, nervature necessarie per un’agricoltura specializzata in cereali. Conserva numerose testimonianze storiche, come la villa barocca di Tornova, che si raggiunge seguendo il Canale di Loreo, o la seicentesca corte di Ca’ Cappello, che si scopre pedalando su strade bianche alti sugli argini del Po di Levante. Prospettive privilegiate da esplorare, se si vuole, anche a cavallo. Tra le risaie gabbiani e fenicotteri rosa danno il benvenuto al passaggio degli estranei mentre nei grappoli di case le osterie si distinguono per il profumo delle anguille alla griglia che esce dai comignoli. Gli amanti del fotonaturalismo e del birdwatching perlustrano i dintorni di Porto Viro, un’isola circondata dai rami del Po, dal fruscio e dai profumi della natura. Sull’argine del Po di Venezia si fa sosta a Ca’ Cappellino. Nel Museo delle api si impara la vita di questi insetti e si possono assaggiare i mieli del Parco del Delta del Po. Da Ca’ Venier a rescano il paesaggio le tamerici e i casoni di valle, i rifugi di canna palustre utilizzati un tempo dai pescatori per sorvegliare l’arrivo del pesce. La loro evoluzione sono i capanni da pesca, ricovero delle barche e punti per una prima lavorazione dei molluschi. Appostamenti rialzati in legno consentono invece di ammirare aironi, volpoche e cannaiole. Una delle più interessanti attrazioni di Rosolina Mare è il Giardino botanico di Porto Caleri. Di mattina nella riserva naturale si passano in rassegna gli ambienti naturali di passaggio dal mare alla laguna, dalle dune di sabbia al bosco. La spiaggia, allo stato naturale, è di narcotica bellezza.

Riccardo Lagorio


ECCELLENZE

A tavola le energie tra salumi formaggi e pesce selvaggio

Cucina polesana di terra all’Agriturismo La Fraterna (agriturismolafraterna. it) di Porto Tolle. Pezzi forti i salumi. Solo pesce selvaggio all’Osteria Arcadia (osteria-arcadia.com), accanto al ponte di barche del Po di Gnocca. Se disponibili, scegliere i minuscoli gamberetti fritti, schie. Tenuta Ca’ Zen (tenutacazen. it) è una villa del Settecento ammobiliata con arredamenti d’epoca che offre possibilità di silenziose notti e gite a cavallo. L’Agriturismo Tenuta Goro Veneto, sulla sponda sinistra del Po di Goro, è base ideale per esplorare il delta in bicicletta (tenutagoroveneto. it). Formaggi e yogurt di capra si comprano all’Azienda Agricola Laudato si’ di Porto Viro (telefono 3483639479). Il gin Caleri è elaborato con le bacche di ginepro del litorale.


CINEMA E DINTORNI

Il paesaggio preferito da registi e cantautori

Grandi cineasti italiani hanno scelto il delta del Po come luogo dove girare le loro sequenze. Lingue di mare, chiuse, casoni, un paesaggio per la prima volta raccontato a colori sono i protagonisti del ilm diretto da Mario Soldati “La donna del iume” (foto). Scorci di Ca’ Venier appaiono in “Notte italiana” per la regia di Carlo Mazzacurati, che replica il proprio amore verso il Polesine con il più recente “La giusta distanza”. Un bel casone e la natura circostante fanno da sfondo alla clip di “Ci si arrende”, celebre brano di Zucchero.


BERGANTINO, FRATTA POLESINE E ROVIGO

Giostra e Mesopotamia
in museo, oltre al Palladio

Tra i musei polesani quello della Giostra e dello spettacolo popolare di Bergantino è un esempio unico nel panorama nazionale. Tra le curiosità i passatempi della nascente borghesia tra Sette e Ottocento e strumenti musicali usati negli spettacoli viaggianti. Si celebra invece la Mesopotamia d’Italia a Rovigo nel Museo dei Grandi Fiumi, che evidenzia le peculiarità di un territorio delimitato dai due maggiori corsi d’acqua e dal mare. Fratta Polesine ospita Villa Badoer, progettata da Andrea Palladio e inserita nella lista dei patrimoni dell’umanità.


TRECENTA E PINCARA

Dai gorghi ecco i laghi

I gorghi sono piccoli laghi, spesso profondi, di forma tondeggiante e determinati dall’azione erosiva delle alluvioni: quando l’acqua si ritira, talvolta aprendosi varchi sotterranei, genera dei vortici. Per chi ama la natura le passeggiate intorno ai gorghi sono momenti tra i più carichi di emozione. Infatti la lora acquatica crea un ambiente ideale per piccoli mammiferi e una grande varietà di uccelli. L’indirizzo giusto per ammirare queste isole di biodiversità è Trecenta, ma gorghi deliziosi sono anche a Pincara e Fiesso Umbertiano.