Paolo Grilli

POSTO quindi sono. E se non segno, pazienza. C’è un doppio campionato alle porte. Oltre a quello che si gioca sul campo, ce n’è un altro che non riposa mai. E’ quello social. Che non necessariamente vede vincere i giocatori più forti. Ma che risponde, come l’altro, a tattiche e strategie. In palio, qui, c’è la visibilità del campione, che certo fa rima con vanità ma può riverberarsi con effetti concreti e felici sul conto corrente dell’atleta in oggetto. I social sono un’enorme vetrina. Attraverso software sofisticati si arriva a sapere in un amen quanto possono valere, a livello pubblicitario, i singoli post degli idoli del pallone. Balotelli, per esempio, in linea teorica può incassare 20.000 euro a ogni pubblicazione su Instagram. Ecco perché la sfida online fra gli assi del pallone rischia quasi di oscurare quella undici contro undici. Dominatore della scena, manco a dirlo, è Cristiano Ronaldo. E’ l’uomo più seguito del pianeta, del resto, con un numero di follower quadruplo rispetto al presidente Usa Donald Trump. Da solo, CR7, con i suoi 378 milioni di seguaci raccoglie cinque volte più seguito della sua Juve. Secondo il rapporto di HopperHQ.com, un singolo post di carattere pubblicitario di Ronaldo vale 975mila dollari.

IL CONFRONTO con gli altri giocatori della A, quanto a pervasività online, è senza storia. Basti pensare che alla fine del campionato scorso, in seconda posizione secondo il rapporto di Iquii Sport c’era Paulo Dybala, a quota 38 milioni di follower. Forse sorprende, subito dopo Balotelli e Buffon in graduatoria (Super Mario ha scalzato Gigi dal podio col suo arrivo al Brescia), il piazzamento social di Cuadrado, altro bianconero nella top 10. Il dominio della Signora si sostanzia poi anche con le cifre social di Ramsey e e Higuain. Mauro Icardi appare stranamente in ritardo, quanto ad ammiratori virtuali, visto che non va oltre la decima posizione. Ma è comunque sesto se si prende in considerazione solo Instagram. La Juve, del resto, sta doppiando tutti quando si parla di profili di squadra. I suoi seguaci complessivi sui social, come riportato da socialmediasoccer. com, a fine luglio erano 77 milioni. Secondo è il Milan, a quota 38 milioni. Molto più indietro l’Inter (20), la Roma (14) e il Napoli (7). Certo, il pubblico online non può essere definito solo da un numero. E infatti gli algoritmi tengono in uguale considerazione l’engagement, ovvero il tasso di condivisione e di commento degli utenti registrato dai singoli post. E’ qui che si gioca la qualità delle pubblicazioni. Più sono coinvolgenti e significative, più si moltiplicheranno di profilo in profilo fra i tifosi.

NON si vive dei soli like (del resto Instagram ha sperimentato l’eliminazione della conta dei ‘mi piace’ per evitare una meccanica adesione ai contenuti da parte della platea), ma di interazioni più complesse. A governare tutto, c’è l’emozione. Quella generata da una vittoria sul campo, certo (la Juve fece registrare un boom dopo l’impresa contro l’Atletico nell’ultima maledetta Champions), ma anche quella del quotidiano più intimo. Stanno scomparendo le foto più iperboliche dei giocatori, per altro criticati quando eccedono nel presentarsi online nelle situazioni più esclusive, mentre si diffondono immagini sempre più comuni. Si vedono i campioni immersi nella vita di tutti i giorni, dediti magari alle attività più diffuse e ordinarie tra una partita e un allenamento. E i tifosi li sentono così più vicini, alle prese, come loro, con un tran tran che non risparmia nessuno. E così i social diventano più… social. Perché, oltre a una fucina di creatività (vedere il ‘film’ sull’arrivo di Conte all’Inter, o il gioco elettronico simulato che gli stessi nerazzurri hanno postato per descrivere l’ascesa di Sensi), sono anche sempre più veicolo di messaggi di solidarietà. Come quelli della Roma, che ha già incluso nei propri video degli appelli per ritrovare persone scomparse. Non è tutto futile, tra foto e tweet.


I profili dei club

La ‘media house’ per fare seguaci

FILMATI, immagini, anche giochi interattivi (in Spagna il Villarreal ha lanciato un cruciverba per fare indovinare l’ultimo acquisto sul mercato). Insomma, effetti speciali. I social sono diventati una fucina di creatività per cercare di ingaggiare più tifosi possibili. E la ‘media house’ è il centro di ideazione e di montaggio di tutto il materiale postato a beneficio dei tifosi. Più i contenuti sono accattivanti, più generano interazione online. E più i tifosi apprezzano e condividono i contenuti, più è possibile ‘profilarli’ e conoscerli, assecondandone le esigenze e i desideri.