Il mare è la palestra per tutti

Nuoto, immersioni, vela: a ciascuno il suo sport e una dose di benessere. Ma con gradualità

di Maurizio Maria Fossati

IL SUB che scende con le bombole si immerge per osservare la natura, l’apneista per guardarsi dentro. È il pensiero di Umberto Pellizzari, l’uomo che ha conquistato record mondiali in tutte le discipline dell’apnea (assetto costante, variabile e ‘o limits’). «Quando scendo negli abissi – spiega – le pulsazioni rallentano, il corpo svanisce, ogni sensazione galleggia dentro nuove forme. Resta soltanto l’anima. Un lungo tu o nell’anima che sembra assorbire l’universo. Il mare è capace di incantare. Si può galleggiare mollemente e farsi trasportare dalle onde, nuotare vigorosamente, immergersi alla scoperta della fauna sottomarina veleggiare per soddisfare l’Ulisse che abbiamo dentro. Un mondo di emozioni che, comunque, vanno vissute con la debita preparazione. Il mare, infatti, può anche cambiare rapidamente ‘umore’ e se abbiamo un minimo di allenamento, potremo superare meglio gli imprevisti della natura, come correnti o un venti improvvisi. È questione di sicurezza. Chi nuota o vuole praticare l’apnea dovrebbe cominciare a ‘fare il iato’ un po’ prima, in piscina. Per allenare muscolatura e sistema cardiovascolare, basta nuotare, diminuendo progressivamente gli intervalli di riposo tra una serie di vasche e l’altra. Se non abbiamo potuto farlo, al mare impegniamoci con una cauta progressione degli sforzi. La cautela deve valere anche per chi si immerge con le bombole: le prime immersioni devono essere poco profonde per ‘riabituare’ il isico all’incremento di azoto e riprendere conidenza con l’attrezzatura. Se non si possiede già un brevetto per l’immersione subacquea, si può frequentare un corso presso un diving della località scelta per le vacanze. L’importante è immergersi con la preparazione adeguata, condizione indiscutibile. E una cosa è certa, chi si immerge per divertimento deve mettere da parte lo spirito agonistico, la ricerca dei primati e qualunque tipo di bravata. Il buon subacqueo è un individuo che ha sviluppato grande autocontrollo, equilibrio mentale e spirito di gruppo. In questo modo le immersioni sono sicure e la pratica di questo sport dà benessere psico-isico. Una domanda ricorrente: l’immersione può essere praticata da tutti? Certamente sì, a patto di essere in buona salute. La veriica migliore è un check up di controllo che comprenda elettrocardiogramma a riposo e sotto sforzo, spirometria, esame otorino, al torace, esami del sangue e delle urine. Non serve essere ‘palestrati, un buon subacqueo si muove sempre con calma, respirando in modo ampio e regolare e senza mai a aticarsi. L’impegno è simile a quello di una passeggiata in collina. Vacanze in vela, un modo ineguagliabile per vivere la natura seguendo i suoi ritmi. Salute globale per il corpo e per la mente di piccoli e grandi. I ragazzini sugli Optimist, poi sui Laser, imparano a cavarsela da soli, consolidano il carattere, sviluppano lo spirito di gruppo. Anche il corpo si sviluppa più armonico perché timonare una deriva impegna tutti i muscoli. Da grandi il charter, con o senza skipper, permette splendide vacanze e fa bene al isico. La barca, infatti, impone l’impegno costante di tutta la muscolatura del corpo per stare in equilibrio, contrastando il beccheggio e gli sbandamenti laterali. Cazza! Lasca! Vira! Bicipiti, tricipiti, addominali e glutei ne guadagnano. Certamente, il terzo giorno a bordo ci si sveglia con le ossa rotte. Ma poi passa. E, di giorno in giorno, ci si sente sempre meglio. È la reazione naturale al cambio di stile di vita.


Il muscolo si irrigidisce. Ecco il crampo
Acqua, sali e stretching per tornare in gamba

E se questo disturbo viene anche di notte, basta un po’ di cyclette prima di andare a letto

ANDARE in montagna è un’attività ine a se stessa. Non c’è alcun altro motivo, nessuna ragione speci- ica perché qualcuno debba scalare una montagna, se non la passione individuale, l’orgoglio, l’entusiasmo per la natura. Sono le parole di Reinhold Messner, alpinista di fama mondiale. E ancora: «Quando guardo le montagne ho i sentimenti delle montagne dentro di me: li sento, come Beethowen che sentiva i suoni nella testa quando era sordo e compose la Nona sinfonia. Le rocce, le pareti e le scalate sono un’opera d’arte. Camminare per me signiica entrare nella natura. Ed è per questo che cammino lentamente, non corro quasi mai. Io vado per vedere, per sentire, con tutti i miei sensi. Così il mio spirito entra negli alberi, nel prato, nei iori. Dalle semplici passeggiate, al trekking, alle ferrate, questo deve essere lo spirito che anima una vacanza in montagna. Ma attenzione, avverte il Touring club italiano: «Andare in montagna senza consultare le previsioni meteo e senza equipaggiamento adatto è una grave imprudenza. Non si va in giro sui sentieri con le infradito. E sui ghiacciai si va con persone esperte come le guide alpine. E’ rischiosissimo andarci da soli senza esperienza. E comunque, anche la cima classiicata più facile può riservare sorprese in caso di cattivo tempo.

M.M.F.


VACANZA LENTA

Andar per monti poche regole e passione pura

Sulla spiaggia o in montagna non fa di erenza. La mancanza di allenamento, combinata a una richiesta improvvisa di impegno isico in una giornata particolarmente calda, può far scattare la contrazione di alcuni muscoli, solitamente delle gambe. Ecco il crampo. La contrazione improvvisa e involontaria del muscolo è accompagnata da dolore, che può essere più o meno intenso e da irrigidimento del tessuto muscolare. Le cause le ritroviamo nel mantenimento protratto di una posizione o di uno sforzo isico. Ma anche il caldo, e la conseguente disidratazione, gioca un ruolo importante. Peggio se si assumono farmaci diuretici. Come possiamo prevenire i crampi? Innanzitutto evitando la disidratazione, bevendo molto (acqua ed eventuali sali minerali) ancora prima di avere sete, durante l’impegno isico e dopo la prestazione. Inoltre può aiutare l’allungamento forzato dei muscoli: fare stretching prima e dopo qualsiasi sforzo isico. E se i crampi vengono anche di notte, fate stretching e svolgete una leggerissima attività isica (come pochi minuti di cyclette) prima di andare a letto.

M.M.F.