Colora i muri di green e la casa respira

Le vernici ecologiche non contengono solventi e derivati del petrolio che causano inquinamento domestico

di Francesco Gerardi

VI SIETE MAI CHIESTI che cosa contenga la vernice con cui sono dipinte le stanze di casa vostra? La domanda non è certo oziosa, dal momento che le sostanze costituenti le pitture vengono, lentamente ma inesorabilmente, disperse nell’ambiente domestico e, di conseguenza, respirate. Bene, ora che questo interrogativo ha assunto una nuova dimensione, proviamo a dare una risposta. Sì, perché le vernici industriali per interni sono, purtroppo, una delle cause più rilevanti di inquinamento domestico e sono in grado di rilasciare sostanze a vario titolo tossiche, anche per diverso tempo dopo la tinteggiatura. I solventi nei quali vengono sciolti i colori, infatti, sono per lo più prodotti derivati dal petrolio e subiscono svariati processi chimici. Molte di queste molecole appartengono a una categoria chiamata Voc, che sta per ‘composti organici volatili’, che hanno e etti dannosi per la salute e causano patologie respiratorie, allergie, emicranie e non soltanto. Senza contare che queste sostanze iniscono per danneggiare anche l’ambiente a causa dei procedimenti connessi alla loro produzione. C’è una soluzione? Sì, ricorrere solo alle cosiddette vernici ecologiche, che, senza nulla togliere alla qualità della nostra tinteggiatura, ci permettono di ridurre l’inquinamento domestico e ambientale. Queste vernici e pitture ecologiche sono costituite esclusivamente da materie prime naturali, di origine sia minerale che vegetale e animale, e non contengono sostanze di derivazione petrolchimica. Sono essenzialmente tre i componenti delle vernici: leganti, solventi e pigmenti. Tra i leganti naturali ci sono la calce, diversi tipi di oli, l’amido, la cera d’api, e persino alimenti come il latte e le uova. Alcune di queste pitture contengono poi resine naturali. Quanto ai solventi, possono essere a base d’acqua o di idrocarburi naturali. I pigmenti, ossia le sostanze che danno il colore, possono basarsi su diverse componenti come iori, spezie e terre naturali. Tutti questi elementi rendono le vernici ecobio prive di tossicità e biodegradabili. La loro lavorazione ha poi un impatto ambientale estremamente minore e tra i vantaggi che o rono si aggiunge anche la caratteristica di essere inodori, per cui dopo aver tinteggiato non saremo assaliti dal tipico odore di vernice fresca per giorni e giorni. E per quanto riguarda il prezzo, non sono molto più care delle vernici classiche, anche perché, complice una domanda in aumento, sono sempre di più le marche di pitture tradizionali che mettono sul mercato anche prodotti ecologici e naturali.


Dalla tecnica naturale antica come il mondo
ai prodotti fotocatalitici che fermano i veleni

Una parete ‘eco’ ha la stessa resa estetica e durata rispetto a quelle con tinteggiature chimiche

IL DUBBIO può essere lecito: tinteggiare casa con prodotti ecologici e naturali ci garantirà, oltre a una maggior salubrità dell’ambiente, anche un risultato estetico adeguato? La risposta degli esperti è netta: queste vernici garantiscono prestazioni identiche a quelle classiche di origine chimica, o addirittura migliori. La resa, infatti, è ottima e la copertura omogenea. Anche per quanto riguarda la durata e la prevenzione delle mu e, battono la concorrenza. Ma come si riconoscono da quelle tradizionali? Semplice: occorre sempre leggere attentamente l’etichetta e veriicare inoltre la presenza del marchio dell’Unione europea ‘Ecolabel’. Finora però abbiamo trattato le vernici ecologiche e quelle naturali come se fossero sinonimi, ma è bene precisare che per alcuni esperti questi due termini non sempre identiicano la stessa categoria di prodotti. Quelle ecologiche, infatti, sarebbero solo le pitture che contengono una quantità inferiore di sostanze dannose per l’ambiente, mentre quelle naturali sarebbero propriamente composte solo ed esclusivamente da elementi naturali, a partire dalla pigmentazione ino ad arrivare al collante. C’è poi un altro tipo di vernici, di recente concezione: le vernici fotocatalitiche. Sono vernici, idropitture e intonaci in grado di neutralizzare gli agenti inquinanti atmosferici. Grazie alle loro particolari proprietà, queste pitture trasformano gli inquinanti dell’aria in residui innocui. Inoltre non si macchiano, sono antibatteriche e resistono a mu e e funghi. Per tutte queste ragioni sono molto adatte ad essere impiegate per tinteggiare luoghi come scuole, ospedali e locali pubblici. Se ripercorriamo a ritroso la storia della civiltà, ci renderemo conto che quella delle vernici naturali non è certo una moda contemporanea. L’uomo, nella sua lunghissima storia, ha sempre utilizzato i colori per decorare gli spazi interni. L’era della chimica è solo il (relativamente) recente risultato della rivoluzione scientiica e di quella industriale, ed ha non più di un paio di secoli. Millenni fa, anonimi pittori dell’età della pietra decoravano i muri delle caverne utilizzando l’ocra oppure l’ematite. Gli antichi Egizi ottennero una varietà di colori dalla macinazione di minerali come il cinabro, l’azzurrite, la malachite. I Romani usarono moltissimo la porpora e anche gli Arabi aggiunsero al repertorio nuovi colori come il rosso vermiglio e il blu oltremare.

Francesco Gerardi


VERDE DI PARIGI

Carta da parati all’arsenico per Napoleone

A proposito di inquinamento domestico da pigmenti, la storia ci consegna un’interessante curiosità: è la vicenda del verde di Parigi, un composto chimico a base di arsenico in grado di dare un colore di un bel verde brillante. Nell’Ottocento veniva ampiamente usato come pigmento, prima di rendersi conto della sua tossicità e venire abbandonato per questo scopo. Si ipotizza che anche la morte di Napoleone sia in qualche modo connessa all’avvelenamento dovuto a questa sostanza, contenuta nella carta da parati della residenza di Sant’Elena dove l’ex imperatore di Francia venne esiliato. L’analisi dei capelli di Napoleone ha rivelato che negli ultimi anni della sua vita era sicuramente stato esposto a concentrazioni elevate di arsenico.