Vernici ad hoc e sale per battere le muffe

La sgradevole patina verde è causata dall’umidità che dalle pareti si può trasmettere a mobili e infissi. Attenzione ai fenomeni di condensa

di Gloria Ciabattoni

Può capitare, anche nelle case più curate e amate, di dover dividere gli ambienti con l’umidità e di conseguenza le muffe, dannose per la salute ma anche per infissi, mobili, pareti, solai. La muffa è un fungo formato da microorganismi, i miceti, invisibili fino a quando riproducendosi formano una patina scura, o verde o giallognola che emana il tipico e sgradevole odore, appunto di muffa. Fra le cause più frequenti c’è l’inadeguata coibentazione dell’edificio. In questo caso se si vuole risolvere definitivamente il problema occorre contattare degli esperti per formare un «cappotto» alla casa, ovvero creare un isolamento termico e traspirante (con pannelli isolanti, fra i materiali più usati c’è la lana di vetro) e poi realizzare un intonaco deumidificante. Una soluzione un po’ costosa, ma efficace. Un’altra causa non rara è la perdita o la rottura di un tubo, problema un po’più facile da gestire una volta individuato il guasto. I locali non arieggiati o chiusi per troppo tempo possono incamerare un bel po’ di umidità che, se supera il 60 per cento, genera la condensa, ideale per far proliferare le spore delle muffe. La condensa può essere un fenomeno transitorio, ad esempio se si cucina in un ambiente chiuso, o si fa la doccia in un bagno sigillato per non prendere freddo, o si mette ad asciugare la biancheria in una stanza chiusa, il vapore acqueo formerà le goccioline sui vetri della finestra a causa della differenza di temperatura fra esterno e interno. Basterà arieggiare l’ambiente per renderlo agibile, ma se non lo si fa l’ambiente è a rischio muffa. Le cantine, essendo interrate e nella maggior parte dei casi con finestre piccole che vengono aperte di rado, sono i locali più a rischio, e ci accorgiamo di quale danno possano fare umidità e muffe quando vi riponiamo libri, mobili, abiti che poi dimentichiamo, e quando andiamo a recuperarli li troviamo ricoperti da una patina e maleodorante: praticamente da buttare. Individuare la causa delle muffe è ovviamente fondamentale per sconfiggerle, dopo di che bisognerà bonificare i locali. Si possono usare i deumidificatori (ce n’è una vastissima gamma in commercio) che, appunto, assorbono l’umidità e la fanno diventare acqua. Oppure vi sono appositi sali che vanno collocati sulla griglia di un contenitore chiuso. I sali assorbendo l’umidità si sciolgono, e l’acqua confluisce dentro il contenitore. Questo è un sistema ecologico e a basso costo. In caso di muffe alle pareti, si potrà lavare le pareti con la candeggina e poi tinteggiare con una vernice anti-muffa. Per chi ama i rimedi naturali per eliminare i batteri, ecco una prevenzione facile: passare sulle pareti a rischio muffe una o due volte all’anno una soluzione di acqua (700ml.) e due cucchiai di bicarbonato di sodio, sale e acqua ossigenata (2 cucchiai per ciascun prodotto). Questo preparato va lasciato per alcune ore sulla superficie attaccata dalle muffe: le ammorbidisce e successivamente possono essere rimosse con un panno.


Tosse, artrite e occhi irritati: così si riconosce
e si sconfigge la sindrome ’dell’edificio malato’

Spore, acari e micotossine possono causare varie reazioni
La controprova? Si migliora quando si è lontano da casa

Non sempre quando si vive in un ambiente umido si ha la percezione di quanto ciò sia rischioso per la nostra salute. Che non si tratti di allarmismi lo conferma il Ministero della Salute, nel suo sito www.salute.gov.it: « È dimostrato che l’esposizione alle muffe e/o umidità domestica si associa alla maggiore prevalenza di sintomi respiratori, asma e danni funzionali respiratori. In particolare, per quanto riguarda la salute dei bambini, i risultati complessivi di studi trasversali su bambini di 6-12 anni hanno confermato la relazione positiva tra la muffa visibile (riportata dai conviventi) e la tosse notturna e diurna dei bambini e, nelle famiglie più affollate, la relazione con asma e sensibilizzazione ad allergeni inalanti». Sono quindi soprattutto le persone anziane e i bambini quelli maggiormente a rischio di contrarre infezioni respiratorie anche gravi. Infatti questi funghi liberano le micotossine, che causano irritazioni alla faringe e possono provocare cefalea, astenia, tosse secca, prurito, asma e altre difficoltà respiratorie. Non solo: gli acari e le spore che derivano dalle muffe si disperdono nell’aria, ed entrando in contatto coi nostri occhi provocano dolorose congiuntiviti delle quali spesso non riusciamo a capire la causa… che invece è proprio attorno a noi. L’umidità è nemica sia di chi soffre di artrosi che chi di artrite. Chi ha problemi di artrosi (una patologia causata dal consumo delle articolazioni che riguarda per lo più mani e ginocchia) vede riacutizzarsi i sintomi con il freddo ma anche con l’umidità. L’artrite è invece una patologia infiammatoria caratterizzata da uno stato di infiammazione che porta al danno articolare e il caldo accentua il dolore ma anche in questi caso è soprattutto l’umidità a provocare un aumento del dolore articolare. Ma sia che si soffra di artrosi o di artrite, è l’umidità un fattore di rischio. I malesseri dovuti alle muffe non sempre si manifestano subito, possono passare anche alcuni giorni. Ci possiamo accorgere del fatto che sono causati dall’ambiente quando ne stiamo lontani e questi disturbi spariscono. In questi casi si parla della «sindrome dell’edificio malato». Infine, ci sono sensazioni di benessere o malessere legate all’umidità difficili da diagnosticare, in quanto soggettive. Infatti la percezione che abbiamo della temperatura è collegata proprio all’umidità, e se l’aria è molto umida siamo portati a sentire più caldo o più freddo rispetto alla reale temperatura.

Gloria Ciabattoni


OSPITI INDESIDERATI

Acqua e aceto contro gli scaraf

Ospiti indesiderati delle nostre case possono essere gli scarafaggi, che si intrufolano in tanti modi, da porte e finestre aperte ma anche da scarichi di lavandino, vasca e bidet. Ma anche quando si intraprendono lavori condominiali nei muri si possono smuovere gli scarafaggi che cercando di fare un altro nido entrano nelle nostre case. Amano i luoghi umidi, come la cucina dove trovano il cibo, e i bagni. Alla ricerca costante di cibo possono arrivare nella nostra dispensa e così trasmettere numerose malattie, come la salmonella. La pulizia quindi è fondamentale. Acqua e aceto sono ottimi per detergere le superfici, così come per igenizzare i pavimenti è efficace il percarbonato di sodio.